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di Marianna Vicinanza

 

www.corrieredilatina.it, 23 febbraio 2015

 

La nota della Cisl-Fns: 165 detenuti a fronte di una capienza di 76 posti. Incremento in tutto il Lazio dove al 31 gennaio le presenze sono aumentate di 500 unità. Aumentano i detenuti nel carcere di Latina, una situazione al limite già da parecchio tempo con una capienza regolamentare di 76 posti e una presenza effettiva di 165 persone. A richiamare l'attenzione sul problema il segretario regionale della Cisl-Fns Massimo Costantini. A Latina si è passati dai 139 detenuti censiti il 9 novembre ai 161 registrati lo scorso 31 dicembre fino ai 165 di oggi.

Secondo il dato ufficiale del Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) in verità aumentano, anche se di poco, i detenuti in tutte le carceri del Lazio e al 31 gennaio 2015 i reclusi presenti nei 14 istituti della Regione Lazio risultano essere 5.629, 515 in più rispetto ai 5.114 posti disponibili, e 29 detenuti in più rispetto al dato del dicembre 2014. Per quanto riguarda invece le detenute recluse attualmente raggiungono un numero di 408 unità.

Ma a preoccupare è proprio la situazione di Latina dove c'è maggiore sovraffollamento insieme alle strutture di Cassino, Civitavecchia, Frosinone, Rebibbia, Regina Coeli, Velletri e Viterbo. A Latina ci sono 165 detenuti (di cui 35 donne) e per il sindacato si tratta di un "sovraffollamento che assume carattere emergenziale".

"Per la Fns-Cisl si è ancora lontani dall'assicurare condizioni tollerabili di vivibilità all'interno di gran parte degli Istituti della Regione e le aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, ultimo quello di Civitavecchia dove un Assistente Capo ha riportato prognosi per 10 giorni, la difficile realtà dell'Istituto di Velletri e quella di quello di Latina, sono tutte spie di una tensione che, in troppe realtà, resta ancora troppo alta.

La Fns-Cisl Lazio purtroppo evidenzia, come aggressioni del genere, si stanno verificando in quei istituti dove è in atto una "vigilanza dinamica" che invece di creare situazioni di benessere ai detenuti provocano situazioni critiche, quali aggressioni, a danno del personale penitenziario. Per Fns-Cisl Lazio occorre che in istituti dove è in atto una vigilanza dinamica, al fine di evitare episodi del genere, sia data la possibilità ai detenuti di poter lavorare, anche per lavori di utilità, e non come accade ora e per mancanza di fondi di oziare nei luoghi preposti alla detenzione Per quanto concerne invece i dati forniti dal Dipartimento Giustizia Minorile anche per i minori i dati sono lievemente in aumento, infatti, sono presenti all'Istituto "Casal del Marmo" 56 utenti con presenza media giornaliera di 53 presenze, nove in più rispetto a dicembre 2014.