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di Anna Foa

La Stampa, 16 febbraio 2025

In questi tempi difficili sempre più spesso chi commette nefandezze si trincera dietro al volere divino. Dopo il fondamentalismo islamico e l’estremismo nel mondo ebraico, toccherà anche a quello cristiano? In questi tempi difficili in cui tutte le nostre certezze sembrano sgretolarsi, anche il rapporto di Dio con le armi ci appare mutato. Sempre più spesso, sulla bocca di quanti compiono le peggiori nefandezze, troviamo il richiamo alla volontà di Dio, al loro farsi meri strumenti del volere divino. Così, evidentemente, sulla bocca dei fondamentalisti islamici che uccidono civili innocenti, come è avvenuto il 7 ottobre, che decapitano vecchi archeologi, come a Palmira Khaled al-Asaad. Non parlo qui della violenza delle guerre e del terrorismo in generale, ma solo di quello che si richiama a Dio per compiersi. Quello dei fanatici, insomma.

Pensavamo che l’Islam fosse rimasto l’ultima tra le religioni monoteiste a ripararsi dietro il volere divino per uccidere, ma temo proprio che ci siamo sbagliati. Credevamo infatti che nelle altre due religioni monoteiste questa fase fosse ormai superata. Che gli ebrei, che almeno dopo il periodo biblico, fitto di stermini, non hanno mai avuto la spada dalla parte del manico, semplicemente non fossero passati attraverso questa fase, quasi fosse una malattia giovanile destinata a guarire con l’età e la saggezza. Certo, anche fra gli ebrei non erano pochi gli episodi in cui ci si richiamava a Dio per uccidere. Nel primo secolo d.C., a suscitare la guerra contro i romani che avrebbe portato alla distruzione di Gerusalemme e alla scomparsa del Regno di Giuda, furono dei fanatici religiosi, i cosiddetti “zeloti” o gli ancor più estremi “sicari”.

In tempi recenti, ne è un tragico esempio l’assassinio dei musulmani nella moschea di Hebron da parte dell’estremista religioso ebreo Baruch Goldstein, che non solo trasforma il suo atto terroristico in una sorta di preghiera, ma uccide esseri umani a loro volta in preghiera. E ancor più vicino a noi, ma ancor più devastante per le sue conseguenze, l’assassinio di Yitzhak Rabin. Ma in questi giorni non più solo alcuni singoli esaltati ma decine di migliaia di fanatici uccidono e distruggono, nel desiderio di sbarazzarsi dei palestinesi e di ricostruire la grande Israele della Bibbia. Lo fanno perché hanno finalmente la spada dalla parte del manico, è solo quindi una questione di possibilità, o ci sono pulsioni più profonde e più pericolose in questo loro vedersi come uno strumento del Signore?

Almeno, si pensava, si può escludere da questo delirio religioso il cristianesimo, dimostrando così che è possibile considerare la violenza religiosa come una fase superabile, come un momento esclusivamente legato al potere. Infatti anche nel mondo cristiano, in particolare in quello cattolico, si è smesso di esercitare la violenza in nome di Dio solo quando non si è più potuto farlo. Perché molto a lungo, invece, i cattolici hanno ucciso nel nome di Dio.

Pensiamo alla Crociata degli Albigesi, nel 1209, quando, si dice, il legato pontificio Arnaud Amaury fece uccidere tutti, eretici o no, al grido di “Uccidete, uccidete, Dio riconoscerà i suoi”. E agli infiniti episodi di massacri, piccoli o grandi, dalle Crociate alla caccia alle streghe, ai roghi degli eretici, alle guerre di religione. Al fatto, come tanti storici sottolineano, che fra le guerre quelle di religione sono le più crudeli e sanguinose, quasi agire in nome di Dio togliesse ogni remora e ogni scrupolo agli eserciti in guerra.

Oggi, nel mondo cristiano questo ha smesso di succedere. Ma è una conquista definitiva? O torneremo indietro, e non ci saranno più conquiste destinate a durare? L’ho pensato quando ho visto una foto di Trump in preghiera che circola sul web, anche se è di oltre un anno fa ed è forse un fake dovuto all’Intelligenza artificiale, perché Trump vi appare con sei dita.

E pensiamo al mondo degli evangelici bianchi americani, che lo appoggia e sostiene, riproponendo violenze in nome di Cristo, e fin uccidendo i medici abortisti. Forse anche i cristiani torneranno ad uccidere in nome di Dio? O, se non sempre ad uccidere, a spostar popoli, a creare spiagge sopra i cadaveri, ad imporre ricatti e volontà? O possiamo dare per definitiva questa loro svolta, aspettando che anche gli altri, musulmani ed ebrei, smettano di uccidere, che diventino infine saggi ed umani?