di Viola Giannoli
La Repubblica, 19 aprile 2023
L’intervista al legale Flavio Rossi Albertini: “Finalmente una buona notizia, dopo sei mesi di battaglia. Sono estremamente soddisfatto per il risultato conseguito”. E sull’anarchico: “Ha perso 50 chilogrammi”. “Finalmente una buona notizia, dopo sei mesi di battaglia. Sono estremamente soddisfatto per il risultato conseguito”. Flavio Rossi Albertini, il penalista che difende l’anarchico Alfredo Cospito, esulta a caldo dopo la decisione della Corte Costituzionale.
La Consulta vi ha dato ragione...
“Sì, la Corte ha condiviso il ragionamento della difesa. Come avevamo sempre affermato fin dall’udienza del 5 dicembre scorso, e ribadito quest’oggi, la pena fissa dell’ergastolo è ex se indiziata di incostituzionalità e il divieto di bilanciamento acuisce questo giudizio, impedendo al giudice della cognizione di individualizzare la pena per il fatto commesso dall’imputato. È un grande successo e una decisione incoraggiante per tutti e tutte coloro che quotidianamente sono chiamati ad applicare il diritto o a subirne l’applicazione che restituisce dignità e coerenza costituzionale alle questioni giuridiche sottese alle vicende umane, non ultima quella di Cospito”.
Se voi ne uscite vincitori allora gli sconfitti sono l’Avvocatura dello Stato ma anche la corte di Cassazione e il ministro Nordio?
“Gli sconfitti sono coloro che applicano e perorano un approccio autoritario del diritto penale, coloro che ritengono la volontà legis espressa dal legislatore fascista come intangibile e non modificabile nonostante i 93 anni dalla sua introduzione. E il cambiamento del contesto storico politico e l’avvento di un sistema democratico, pluralista e liberale”.
La decisione della Corte apre ora la strada ai giudici di Torino per la riduzione della pena. Cambia qualcosa sul 41 bis?
“La pena potrà ora essere mitigata con il riconoscimento della prevalenza delle attenuanti sulla recidiva reiterata. La decisione della Corte però non si riverbera sul regime detentivo. I due terzi dei detenuti al 41 bis stanno infatti espiando pene detentive temporanee, e Cospito sarà uno di loro. Dopo la decisione del tribunale del Riesame di Perugia che ha rifiutato il differimento della pena e i domiciliari per Cospito e il verdetto della Consulta, chiederò di nuovo a Nordio di rivedere il 41 bis”.
Come sta e cosa farà ora Cospito?
“Lo vedrò domani, il 19, anche per capire quali saranno ora le sue intenzioni. Non si alimenta con pasta, pesce e carne, da 180 giorni. Non avremmo mai pensato che sarebbe giunto vivo al 18 aprile. Ma ha perso la capacità di deambulare, non muove più un piede e ha perso 50 chili di peso”.









