di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 dicembre 2020
Approvato l'emendamento di Alessandro Capriccioli, consigliere regionale di +Europa radicali. Nella regione Lazio, a partire dall'anno 2021, verranno stanziati 600 mila euro per finanziare progetti e investimenti per l'informatizzazione e il potenziamento delle dotazioni telematiche all'interno degli istituti penitenziari.
Questo servirà anche per incentivare lo svolgimento delle attività formative e culturali, nonché di favorire le relazioni familiari dei detenuti attraverso l'acquisizione di idonea strumentazione informatica e la modernizzazione delle reti. Parliamo di emendamento approvato dalla Regione e promosso da Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali.
"L'emergenza sanitaria legata al Covid, che ha costretto gli istituti a sostituire molte attività in presenza con quelle in collegamento - spiega il consigliere Capriccioli, ha messo in luce l'inadeguatezza degli strumenti digitali e telematici a disposizione delle nostre carceri". Sottolinea che grazie al suo emendamento si potrà iniziare a colmare questa lacuna. Infatti i fondi stanziati potranno essere utilizzati sia per acquistare nuove strumentazioni, sia per modernizzare le reti.
"Grazie a questi investimenti - osserva sempre Capriccioli di +Europa Radicali - sarà possibile potenziare lo svolgimento della formazione, delle attività trattamentali e dei colloqui familiari per via telematica, in modo che nel protrarsi della crisi sanitaria queste attività possano continuare a svolgersi malgrado le misure di distanziamento sociale, e che una volta superata l'emergenza la modalità a distanza possa affiancarsi a quella tradizionale, garantendo ai detenuti un esercizio più pieno dei loro diritti".
Una conquista non da poco la digitalizzazione delle carceri, si tratta di un primo ma importante passo. Sì, perché se pensassimo solo all'istruzione, l'e-learning consente un collegamento interattivo tra il carcere e le agenzie educative all'esterno, senza spostare né i ristretti né il personale insegnante. In questo modo diventa realizzabile la creazione di un ambiente di apprendimento idoneo a far conseguire una formazione e dei titoli di studio spendibili sul mercato del lavoro. Sempre che il detenuto, ovviamente, una volta tornato cittadino libero non si abbandonato a sé stesso ma seguito e aiutato nel suo percorso di inserimento.
Stesso identico discorso con la questione dell'affettività. Potenziare l'utilizzo di Skype ai tempi di pandemia è stata una svolta per non recidere i contatti tra detenuti e famigliari, ancor di più tra detenuti e figli minori. Investire in tecnologia vuol dire innanzitutto offrire ai detenuti un'alternativa alle forme più comuni e praticate di istruzione professionale, ma, soprattutto si pone l'obiettivo di realizzare forme alternative e al passo con i tempi che riescano effettivamente ad assicurare elevati standard trattamentali al fine di realizzare, attraverso il recupero ed il reinserimento sociale, l'azzeramento o quanto meno l'abbassamento dei livelli di recidiva.











