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di Rinaldo Frignani

Corriere della Sera, 31 luglio 2024

Gli avvocati a Mattarella: “Autorizzare le uscite”. Il detenuto, di 25 anni, era stato coinvolto nelle recenti proteste. Altre manifestazioni di protesta a Regina Coeli, Rebibbia, Velletri e a Frosinone. Oggi l’incontro fra sindacati della Penitenziaria e vertici del Dap. Rivolta dei detenuti scoppiata in mattinata e proseguita per ore nella Casa Circondariale di Regina Coeli, a Roma. All’origine dei disordini ci sarebbe una perquisizione da parte della Polizia Penitenziaria come racconta fuori dal carcere di Trastevere un detenuto che ha il permesso di uscire per fare pulizie nei dintorni. “Stamattina le guardie hanno fatto una perquisizione e hanno trovato un sacco di roba: droga, grappa, telefonini, ferri di finestre e letti spaccati”, racconta l’uomo. “Quando hanno trovato questa roba qui, (i detenuti ndr) hanno fatto il casino. Stavano aggredendo le nostre guardie che non ce la facevano e ne hanno chiamate altre. Io da fuori ho sentito solo le urla, poi sono entrato per pranzo e ho visto tutto allagato e spaccato”.

Aveva preso parte ai disordini di qualche giorno fa nel carcere di Rieti e per questo motivo era stato ristretto in isolamento. Ma poche ore dopo si è tolto la vita, impiccandosi in cella. È un ragazzo di 25 anni, in attesa di giudizio, l’ultimo detenuto suicida dietro le sbarre. Sono otto nel Lazio, 61 in Italia dall’inizio del 2024. Nei penitenziari della Regione la situazione rimane molto tesa. Ci sono state proteste a Regina Coeli, Rebibbia, Velletri, Frosinone e appunto Rieti. In molti casi i reclusi si sono rifiutati di far rientro nelle loro celle dall’ora d’aria in segno di protesta. Fra i motivi del malcontento, sfociato in episodi di violenza e danneggiamenti, il sovraffollamento e le precarie condizioni di detenzione. Alle quali si aggiungono anche le prese di posizione dei sindacati della polizia penitenziaria.

“Condizioni disumane di sovraffollamento” - Gli avvocati romani, con il presidente dell’Ordine di Roma Paolo Nesta, hanno scritto al capo dello Stato Sergio Mattarella per sottolineare “le drammatiche condizioni delle persone private della libertà personale ristrette nei 14 istituti penitenziari del Lazio. Noi avvocati siamo diretti testimoni di questa intollerabile situazione di illegalità diffusa che costringe i detenuti a resistere in condizioni disumane di sovraffollamento e spesso in assenza di servizi minimi e indispensabili: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Nesta ha chiesto al Presidente Mattarella di “sensibilizzare le forze politiche sull’urgenza di introdurre quelle norme necessarie per fermare questa drammatica emergenza, incompatibile con uno stato di diritto quale è il nostro. È incomprensibile l’ennesimo rinvio in Parlamento della proposta di liberazione anticipata speciale, in assenza di alcuna altra soluzione contro il sovraffollamento”.

Quasi 1.500 detenuti in più reclusi in 14 istituti nel Lazio - Un grido d’allarme lanciato ancora una volta anche dal Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasìa per il quale i suicidi “sono l’indice della crisi di un sistema che non riesce a garantire i principi costituzionali di umanità nella detenzione e di sostegno al reinserimento sociale dei condannati”.

Oggi il capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Giovanni Russo ha convocato le sigle sindacali degli agenti per fare il punto su quello che sta accadendo nel Lazio e in Italia, dove lo scenario sembra peggiorare giorno dopo giorno. Fra queste la Fns Cisl, il Sappe e l’Uilpa. Il sovraffollamento nel Lazio è di 1.498 detenuti (6.779 reclusi su 5.281 posti disponibili) con una carenza di 930 operatori della Penitenziaria. Una dozzina gli episodi di violenza, con occupazioni e incendi dolosi, a Rieti anche un breve sequestro di due agenti da parte di un detenuto e a Velletri l’irruzione delle forze dell’ordine dopo il fallimento delle trattative fra i rivoltosi e i vertici dell’istituto penitenziario.