viterbotoday.it, 12 ottobre 2024
La Regione Lazio stanzia 350mila euro per migliorare le condizioni di vita in carcere e favorire il rinserimento sociale Miglioramento delle condizioni di vita in carcere, diritto allo studio e alla diffusione dell’istruzione universitaria tra i detenuti: dalla Regione Lazio 350mila euro. La giunta Rocca, su proposta dell’assessora Luisa Regimenti, ha approvato due delibere. In base a quanto disposto da una legge regionale del 2007, 290mila euro sono destinati alla promozione di percorsi volti a ridurre la recidiva nei reati di genere, ad attività di informazione, orientamento e facilitazione all’accesso alle prestazioni previdenziali e socio-assistenziali erogate da enti pubblici o privati, alla formazione professionalizzante e ad attività di educazione e promozione culturale della conoscenza della lingua e della cultura italiana e a interventi di arteterapia e di sviluppo di capacità artistico creative.
“Le iniziative - sottolinea la Regione - saranno realizzate attraverso un avviso pubblico destinato alle istituzioni sociali private per definire i criteri e le modalità di valutazione delle proposte progettuali finalizzate alla realizzazione negli istituti penitenziari del Lazio, degli interventi e delle azioni di natura trattamentale oltre che i criteri di assegnazione dei finanziamenti”.
Altri 60mila euro sono destinati al sostegno del diritto allo studio e alla creazione di poli universitari. Le risorse saranno ripartite in misura proporzionale al numero dei detenuti iscritti nell’anno accademico 2024/2025 agli atenei coinvolti che sono l’università Roma Tre, Tor Vergata, La Sapienza, Università della Tuscia e quella di Cassino e del Lazio meridionale.
“Rinnoviamo - commenta l’assessora Regimenti - il nostro impegno per la popolazione detenuta del Lazio che, come dimostrano i tanti momenti critici vissuti nei mesi scorsi, vive un momento di grande sofferenza a causa del sovraffollamento. Grazie a queste risorse vogliamo offrire una prospettiva di riscatto attraverso attività alternative come lo studio, la formazione, il lavoro, l’arte che possano consentire al detenuto di aspirare a una nuova vita una volta scontata la pena. Queste misure si aggiungono al tavolo di lavoro interistituzionale per la prevenzione dei suicidi e al tavolo interassessorile per il trattamento della popolazione detenuta, strumenti che testimoniano la costante attenzione della giunta Rocca alle condizioni dei detenuti e di operatori e agenti che lavorano degli istituti penitenziari. Migliorare la condizione delle persone recluse significa anche migliorare la qualità della vita di tutti gli operatori che lavorano nel carcere”.










