di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 dicembre 2021
C'è una situazione di grande sofferenza e si è esaurito l'effetto deflattivo nelle carceri. Questo e altro ancora emerge dai dati odierni presentati durante la conferenza stampa di martedì scorso da Stefano Anastasìa, Garante dei detenuti della Regione Lazio. "La situazione del sistema penitenziario italiano - ha sottolineato Anastasìa - è una situazione ancora di grande di grande sofferenza e sembrano essersi esauriti gli effetti immediati di rallentamento delle presenze nei penitenziari che ci sono state durante la fase più dura del covid". Il Garante ha ricordato, infatti, che durante il lockdown i detenuti hanno dovuto vivere una "doppia chiusura", quella propria e quella generata dalla pandemia.
Il Garante ha illustrato le slide dove viene riportato l'andamento delle presenze nelle carceri italiane da gennaio 2020, quindi da prima dell'inizio della pandemia, ad oggi. L' ultimo rilevamento ufficiale è del 30 novembre scorso e dai grafici emerge che c'è stato un drastico calo nei mesi di aprile e maggio del 2020, ovvero il momento del lockdown. Ciò era dovuto principalmente per la preoccupazione rispetto alla diffusione del virus in carcere e quindi le relative misure che hanno accompagnato il contenimento delle presenze.
"Da allora c'è stato un andamento altalenante e dobbiamo registrare a livello nazionale che da luglio ad oggi la popolazione detenuta è in costante crescita". I rischi di diffusione del virus sono ancora molto rilevanti e la gestione degli istituti penitenziari in regime covid risulta difficile. Sì, perché bisogna attuare tutte le misure di prevenzione che comporta l'isolamento, la quarantena quando necessario, dentro un sistema sovraffollato. "L' andamento delle presenze nelle carceri del Lazio in termini generali sembra migliore di quella nazionale".
Ma nel contempo il garante ha sottolineato una presenza superiore alla capienza regolamentate: 5569 detenuti a fronte di 5158 posti. I numeri generali, però non bastano. Entrando nel dettaglio ci sono differenze anche nel Lazio. "Il problema - denuncia Anastasìa - si concentra in alcuni istituti". C'è l'esempio del carcere di Latina c dove il sovraffollamento è al 163 percento. Va anche considerato un altro dettaglio. L'istituto di Latina è diviso in una sezione maschile e in una sezione femminile.
"Considerando che nella sezione femminile non c'è sovraffollamento - ha osservato il Garante - significa che il problema è tutto concentrato nella sezione maschile". Anastasìa ha rivelato questo dato, anche perché il carcere di Latina è stato recentemente teatro di una protesta da parte da parte dei detenuti che ha comportato l'intervento delle forze dell'ordine sul territorio. "Non possiamo sottovalutare che queste cose sono legati anche a particolari condizioni di detenzione", ha chiosato il Garante regionale.









