acatitalia.it, 8 ottobre 2022
In occasione della XX Giornata mondiale contro la pena di morte che si celebra il 10 ottobre e che quest’anno è dedicata alla riflessione sul rapporto tra l’uso della pena di morte e la tortura o altri trattamenti o punizioni crudeli, disumani e degradanti, le ACAT di tutto il mondo hanno deciso di lanciare un appello comune a partire dal caso di un uomo che si trova nel braccio della morte in attesa di esecuzione.
Il caso è quello di Joseph Mwamba Nkongo una delle tante persone condannate a morte ogni anno nella Repubblica Democratica del Congo (RdC), stato africano non abolizionista. Nkongo è stato ritenuto colpevole e condannato per l’uccisione della moglie in seguito a procedimento giudiziario viziato da numerose falle procedurali e macchiato da accuse di tortura che l’uomo avrebbe subito ad opera delle forze dell’ordine subito dopo il fermo. La condizione di Nkongo è simile a quella di altre 500 persone attualmente detenute nel braccio della morte.
La RdC infatti continua a ingrossare le fila dei paesi che applicano ancora la pena di morte ma di fatto non la pratica dal 2003, il che significa che una persona condannata a morte può rimanere anche per anni nel limbo dell’attesa dell’esecuzione senza che ci sia una data precisa, con gravi conseguenze per la sua salute fisica e mentale.
Questo tipo di condizione era stata definita già nel 2012 dal Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura e le condizioni di detenzione come “sindrome del braccio della morte” configurandosi come vera e propria forma di tortura e dunque in violazione palese con gli impegni internazionali presi dallo stato africano e nello specifico la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Per questo, in una lettera appello indirizzata alle autorità congolesi, le ACAT chiedono al governo n n solo di riesaminare il caso specifico, ma anche e soprattutto di commutare tutte le sentenze c pitali e decidere per l’abolizione definitiva della pena capitale.
ACAT Italia è una associazione cristiana ecumenica che agisce contro la tortura e la pena di morte, impegnandosi al fianco di tutti coloro che hanno gli stessi obiettivi e promuovono i Diritti Umani nel mondo.










