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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 27 dicembre 2022

L’anarchico è in sciopero della fame da due mesi. Vista la decisione della magistratura di sorveglianza di confermare il 41bis ad Alfredo Cospito, persona sicuramente non così pericolosa da rendere sensata l’applicazione di quel regime carcerario che equivale ad una vera e propria tortura, Elisa Torresin ed Umberto Baccolo, entrambi attivisti per i diritti dei detenuti e per la Giustizia giusta, hanno deciso di lanciare un’iniziativa nonviolenta che, accompagnandolo nel suo sciopero della fame, spinga a riflettere su disumanità ed incostituzionalità di ergastolo ostativo e 41bis, chiedendo la loro abolizione in linea generale, e nello specifico la non applicazione a Cospito, che sicuramente se ha commesso reati è giusto li paghi, ma non così tanto ed in modo così disumano e sproporzionato.

Sono aperte le adesioni, gli attivisti hanno cominciato lo sciopero a staffetta comunicando nome, cognome, città e data di inizio e fine digiuno (minimo 24 ore, massimo quanto si vuole, con possibili 3 cappuccini zuccherati al giorno) tramite un forum online. Il 27 dicembre ci sarà un evento in diretta sulla pagina Facebook garantista Folsom Prison Blues nel quale si parlerà di 41bis e ergastolo ostativo da vari punti di vista. Tra i relatori Mauro Palma, Luigi Manconi, Gherardo Colombo, Sergio D’Elia, Christian Raimo, Vincenzo Maiello, Carlo Taormina, Alessandro Barbano, Enza Bruno Bossio, Elisabetta Zamparutti, Alessandro Capriccioli, Sandra Berardi, Enzo Raisi, Frank Cimini, Lanfranco Caminiti, Roberto Cannavò.

Altre realità hanno aderito, come l’Associazione Riforma Giustizia per la difesa dello Stato di Diritto (che è appena nata da quello che era il Comitato per Pittelli), Nessuno tocchi Caino, Yairaiha Onlus, Italia Libera e Il Popolo della Famiglia. I promotori dell’iniziativa, chiedono la massima partecipazione, “perché in uno Stato di Diritto democratico dove non esiste la pena di morte è inaccettabile che si possa morire per pena”.

Ricordiamo che Cospito è in sciopero della fame da oltre due mesi. Recluso nel carcere duro di Bancali, dove le celle sono situate sotto il livello del mare, non intende interrompere il digiuno. Un 41 bis che giuristi e intellettuali ritengono ingiustificato. Nella precedente detenzione, infatti, Cospito riceveva libri e riviste, partecipava a dibattiti pubblici mediante contributi scritti, condivideva la sezione AS2 con imputati della medesima area politica e/ o con detenuti politici, godeva di ore d’aria, palestra, biblioteca, socialità.

E soprattutto non era stato sottoposto al 41 bis nonostante dal 2016, a seguito dell’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Torino, era stato ritenuto comunque intraneo al sodalizio anarchico denominato FAI, la cui appartenenza, nel 2022, sarà posta a fondamento del carcere duro.