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di Valentina Stella

Il Dubbio, 29 ottobre 2026

I giornali saranno obbligati a dare spazio adeguato anche alle notizie di proscioglimento e archiviazione. Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge “Modifica al Codice in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in materia di pubblicità delle frasi di assoluzione o proscioglimento”, fortemente voluto dal capogruppo di Forza Italia Enrico Costa. La norma prevede che “su richiesta della persona nei cui confronti sono stati pronunciati sentenza di assoluzione, di proscioglimento o di non luogo a procedere ovvero provvedimento di archiviazione, il direttore o il responsabile della testata giornalistica, radiofonica, televisiva o telematica che ha dato notizia del relativo procedimento penale o di atti o provvedimenti relativi al medesimo procedimento è tenuto a dare pubblicità, senza oneri per l’interessato, alla notizia dei provvedimenti favorevoli a quest’ultimo, con rilievo adeguato allo spazio già riservato al relativo procedimento penale”.

L’interessato, in caso di mancato adempimento, da parte del direttore o del responsabile della testata giornalistica, radiofonica, televisiva o telematica, può rivolgere una segnalazione al Garante. Quest’ultimo “decide nei cinque giorni successivi e, all’esito di tale procedimento, può ordinare la pubblicazione della notizia dei provvedimenti favorevoli per l’indagato o l’imputato”. Qualora il Garante non intervenisse, la persona potrà rivolgersi ad un giudice civile. Dovranno essere pubblicate anche le sentenze di primo grado e non solo quelle irrevocabili. Inoltre, per un emendamento del Pd già accolto alla Camera, il Garante della privacy non potrà sanzionare i media inadempienti.

Si sono astenuti Italia Viva, Avs, M5S e Partito democratico: pur condividendo l’esigenza di tutelare le persone esposte al processo mediatico, le opposizioni hanno espresso dubbi sul potere attribuito al Garante della privacy, ritenuto potenzialmente lesivo della libertà di stampa. Il commento di Enrico Costa: “Diventa legge una norma di civiltà e di giustizia, che tutela concretamente la reputazione delle persone coinvolte in un procedimento penale”. L’azzurro ricorda come “ogni anno 500mila cittadini sono assolti o vedono archiviato il loro procedimento penale, ma nel frattempo molti di essi sono stati sbattuti sui giornali, con tutti i dettagli delle inchieste, hanno visto la loro reputazione indebolirsi, compromettersi i rapporti familiari e lavorativi. Ebbene, una volta proclamata la loro innocenza, la notizia dell’assoluzione è spesso omessa o relegata in insignificanti trafiletti. E questo non è giusto. Informare significa raccontare l’intera vicenda, non soltanto il momento dell’accusa. È una questione di equilibrio, di garanzia e, soprattutto, di verità”.

E conclude: “Questa legge profondamente garantista e liberale, rimette al centro la persona, la sua dignità, la sua reputazione e il suo diritto a non rimanere prigioniera per sempre di un’accusa dalla quale è uscita completamente estranea: oggi abbiamo scritto una bella pagina e sono particolarmente orgoglioso che questa legge porti la firma di Forza Italia, a dimostrazione che il garantismo non è solo nel nostro Dna, ma soprattutto che sappiamo declinarlo in provvedimenti concreti”. Per il senatore di Fratelli d’Italia, Sergio Rastrelli, “con questo disegno di legge si pone finalmente un argine alla gogna pubblica di chi è indagato e che poi risulta innocente. Come sosteneva l’avvocato e giurista Francesco Carnelutti, al centro di un processo c’è sempre l’uomo, con la sua dignità e la sua reputazione, e spesso ci sono esposizioni e processi che essi stessi rappresentano una condanna, purtroppo a volte indelebile. Con questa misura si supera perciò la dicotomia tra il diritto di cronaca e la privacy e si mostra all’equilibrio processuale una norma che prevede che le divulgazioni delle notizie devono non essere sempre efficaci, soprattutto all’esito del giudizio quando una persona risulta innocente. Questo è lo spirito della Costituzione, sin qui troppo spesso violato dal sensazionalismo giudiziario”.

Sempre in giornata l’Aula di palazzo Madama ha approvato in seconda deliberazione e in terza lettura il ddl costituzionale n. 427-731-888-891-B recante modifica all’articolo 24 della Costituzione in materia di tutela delle vittime di reato per cui: “1. All’articolo 24 della Costituzione, dopo il secondo comma è inserito il seguente: “La Repubblica tutela le vittime di reato”. Ora il testo ritorna alla Camera per la quarta approvazione definitiva. Hanno votato a favore tutti i partiti. Il senatore di Iv Ivan Scalfarotto, in missione a Damasco con Nessuno Tocchi Caino: “Se fossi in Aula voterei contro”.