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Il Giornale, 4 maggio 2025

Consegna di un presunto omicida negata per “inumanità” delle carceri italiane. Capita nel caso dei tre ragazzi rimasti uccisi nell’incendio dello show room di via Cantoni (nella foto, le tre vittime). Per gli inquirenti, ad appiccare il fuoco è stato Washi Laroo, 26 anni, olandese di origini nordafricane. Laroo è destinatario di un mandato di arresto europeo eseguito ad Amsterdam lo scorso dicembre. Ma l’Olanda non l’ha fin qui consegnato all’Italia. Il motivo è che nelle carceri italiane, per sovraffollamento, numero di suicidi e inadeguatezza delle strutture, si vivono condizioni inumane e degradanti.

Le autorità olandesi si richiamano alla sentenza Torreggiani del 2013 con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per il trattamento dei detenuti. Il 26enne è accusato di aver ucciso nel rogo appiccato la sera del 12 settembre 2024 tre ragazzi cinesi di 17, 18 e 24 anni che dormivano nel deposito. Il pm Luigi Luzi, che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola, aveva chiesto tramite il ministero della Giustizia alle autorità giudiziarie olandesi il trasferimento temporaneo di Laroo affinché potesse partecipare, come prevede il codice, ad accertamenti irripetibili che sono necessari per chiudere l’inchiesta.

Tuttavia, fermo restando che il giovane, già ricercato nei Paesi Bassi per altri reati, sconterà l’eventuale pena nel carcere dove si trova ora, non è mai arrivato in Italia. La Procura si prepara intanto a chiedere il giudizio immediato per lui e per i presunti mandanti e ideatori del piano, Yijie Yao, di 34 anni, e Bing Zhou, di 40. Da quanto si è saputo, sono comunque in corso trattative tra Italia e Olanda per trasferire il 26enne.