di David Allegranti
La Nazione, 24 maggio 2026
“Chiusura disumana delle carceri”: raddoppia il numero dei bimbi in carcere, da 11 a 26, con le loro mamme; triplicano le persone a regime di vita chiuso; raddoppiano ricorsi accolti dalla magistratura di sorveglianza per trattamenti inumani e degradanti. Dal 2022 al 2025 il carcere si è chiuso al mondo esterno e si è chiuso al proprio interno. Lo dice Antigone nel suo ultimo rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia, presentato nei giorni scorsi. In sintesi “si sono moltiplicati gli istituti dove i detenuti trascorrono quasi tutta la giornata in celle affollate e malmesse, sempre più persone sono messe in isolamento e sorveglianza particolare, la società esterna è ostacolata all’ingresso in istituto”.
I dati vanno oltre il drammatico: “Oltre il 60% dei detenuti trascorre la quasi totalità della giornata dietro le sbarre della propria cella, fatta eccezione per le canoniche ore d’aria”. I detenuti del circuito dell’Alta sicurezza “non possono più svolgere socialità nei corridoi delle sezioni” e questo vale anche per i detenuti delle sezioni di preparazione al trattamento intensificato (cosiddette sezioni ordinarie) del circuito di Media sicurezza. Nemmeno i frigoriferi possono essere collocati nei corridoi delle sezioni, bensì in stanze “all’uopo adibite”; difficile però trovarne, con un sistema penitenziario in cui il sovraffollamento ha superato il 139 per cento. Secondo una circolare dell’ottobre 2025 ogni iniziativa che prevede l’ingresso di persone esterne negli Istituti penitenziari dove è presente una sezione del circuito di Alta sicurezza (AS), collaboratori di giustizia e 41-bis deve essere autorizzata da un nulla osta rilasciato dall’amministrazione centrale. “Tenendo conto che le carceri con almeno una sezione di AS sono circa 70 su 189, la circolare ha imposto questa nuova prassi per qualsiasi ingresso della società civile in oltre un terzo delle carceri italiane”, dice Antigone.
Risultato: a Padova sono rese sempre più difficoltose le iniziative della redazione storica di Ristretti Orizzonti; a Saluzzo è stato vietato un incontro tra detenuti dell’Alta Sicurezza e studenti in occasione del Salone del Libro; a Milano Opera è stato cancellato un appuntamento del laboratorio di lettura “Fine pena ora”; a Genova, Asti, Monza e Rebibbia Nuovo Complesso le attività teatrali hanno subito ritardi, limitazioni o l’esclusione del pubblico esterno; a Livorno è stata sospesa la partecipazione della squadra di rugby delle “Pecore nere” al campionato toscano. Antigone nel suo rapporto individua tre dati drammatici frutto delle politiche governative di “chiusura disumana delle carceri”: raddoppia in un anno il numero dei bimbi innocenti in carcere, da 11 a 26, con le loro mamme; triplica dal 2022 il numero delle persone soggette a regime di vita chiuso; quasi raddoppiano tra il 2018 e il 2024 i ricorsi accolti dalla magistratura di sorveglianza per trattamenti inumani e degradanti. L’aumento dei tassi di detenzione si spiega anche con i provvedimenti del governo Meloni. Dall’inizio della legislatura, sono stati introdotti oltre 55 nuovi reati e 60 nuove aggravanti. Si aggiungono oltre 65 inasprimenti sanzionatori per fattispecie già esistenti, portando i minimi e i massimi edittali a soglie che rendono più difficile il ricorso a misure alternative: “Sommando i massimi edittali per le fattispecie di reato e gli inasprimenti introdotti si superano i 400 anni di reclusione”. E dire che alla guida del ministero della Giustizia ci sarebbe un liberale; pensa te se ci fosse stato, chessò, Matteo Salvini.











