di David Allegranti
lettera43.it, 19 settembre 2025
Mentre il ministro festeggia con uno spritz l’avanzamento alla Camera della riforma sui magistrati, l’emergenza detenuti peggiora. Il tasso di sovraffollamento è del 135,5 per cento. Da quando c’è il governo Meloni si entra di più in galera e si esce di meno. Tra suicidi, episodi di autolesionismo e mancanza di agenti di Polizia penitenziaria. Amnistia, indulto o liberazione anticipata: fate qualcosa.
La Camera ha approvato (con bagarre, e meno male che bisognava abbassare i toni) in terza lettura la separazione delle carriere dei magistrati (243 sì e 109 no). La politica dunque fa il suo corso. Anche se non sempre, come testimoniano le recenti statistiche del ministero diretto, almeno in teoria, dall’ex pubblico ministero Carlo Nordio, troppo impegnato a celebrare l’avanzamento della riforma a Montecitorio: “Per la cronaca di chi ritiene che io sia addetto all’alcolismo, vado a festeggiare questa bellissima giornata con uno spritz”. Mentre lui brinda, però, l’emergenza nelle carceri italiane resta. Al 31 agosto 2025 c’erano nel nostro Paese 63.167 detenuti, per una capienza regolamentare di 51.274 posti, ai quali però vanno sottratti anche quelli inagibili (i posti reali dunque sarebbero 46.706). Il tasso di sovraffollamento è del 135,5 per cento; la crescita della popolazione detenuta nell’ultimo anno è ormai di 1.409 unità; il numero dei reati in questi anni è rimasto sostanzialmente invariato; ci sono 6.942 persone detenute in più da quando è entrato in carica il governo Meloni, nell’ottobre del 2022.
Aumentano di circa un migliaio i posti di fatto non disponibili - Dice Antigone, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale: “Da allora la capienza regolamentare è rimasta sostanzialmente invariata (+76 posti), ma sono aumentati di circa un migliaio i posti di fatto non disponibili. Sono ormai 4.615 rispetto ai 51.274 conteggiati dal ministero della Giustizia”. Le donne detenute con figli a seguito sono 18, di cui 10 straniere con 23 figli piccoli: a Lauro, in provincia di Avellino, c’è una donna di 27 anni incinta di cinque mesi. I detenuti stranieri sono 21 mila, i tossicodipendenti 18 mila, più di 4 mila sono malati di mente e 4.151 sono detenuti dai 18 ai 24 anni.
Ci sono nuovi reati, maggiori pene, altre aggravanti - Il riassunto dello stato di salute dell’esecuzione penale in Italia lo ha fatto pochi giorni fa Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale e portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale: “Ci sono nuovi reati, maggiori pene, nuove aggravanti, carceri senza aria, senza umanità, senza dettato costituzionale, diritti negati e urgenze dimenticate. Si entra di più in carcere e si esce di meno. La politica ha aperto i battenti, visto che le carceri esplodono: ora si farà qualcosa?”.
“Il carcere non rieduca più, è un contenitore di fragilità” - Il problema del sovraffollamento non riguarda più soltanto il carcere per adulti, ha spiegato Ciambriello: a seguito del Decreto Caivano è aumentato notevolmente il numero di giovani adulti ristretti. Infatti nelle carceri minorili in Italia ci sono 545 ragazzi, 1.137 nelle comunità private, e 16.374 dall’inizio dell’anno sono i minori in carico agli uffici di servizio sociale per minorenni, di cui 3.255 messi alla prova. “Pertanto”, ha detto Ciambriello, “il carcere non rieduca più ed è diventato un contenitore di fragilità sociali, bisogna perciò educare i minori per renderli più responsabili. Piuttosto che custodire occorre prevenire questi minori in difficoltà, che passano dal disagio alla devianza e alla microcriminalità”.
L’anno scorso record di suicidi (91), fin qui siamo a 61 - E vogliamo parlare dei suicidi? L’anno scorso sono stati 91, cifra record, persino superiore agli 84 del 2022. Fin qui sono 61, quest’anno, calcola Ristretti Orizzonti. Ci sono poi quelli che ci hanno provato e non ci sono riusciti (1.123 persone). Senza dimenticare i 7.486 atti di autolesionismo compiuti da inizio anno in Italia.
Mancano 18 mila agenti di Polizia penitenziaria - “Come si fa a non considerare che dietro a questi numeri ci sono persone? Il 50 per cento delle persone che provano a suicidarsi sono in carcere da pochi giorni o pochi mesi. Un’altra metà prova a suicidarsi mentre sta per uscire dal carcere. Il carcere è diventato un luogo di contraddizioni irrisolte, poveri cristi, vittime di ingiustizie sistemiche. Immigrati, detenuti senza fissa dimora, tossicodipendenti, malati di mente. In Italia mancano 18 mila agenti di Polizia penitenziaria. Il numero degli agenti viene calcolato in base ai posti disponibili in ogni istituto carcerario e non alla presenza reale dei detenuti”.
Servono assistenti sociali, psicologi, psichiatri - Occorrono più educatori, assistenti sociali, psicologi, psichiatri, mediatori culturali e linguistici, ha spiegato Ciambriello: “Occorre più lavoro in carcere. Una misura deflattiva, che può essere l’amnistia, l’indulto o la liberazione anticipata. Facciamo qualcosa adesso. Serve il coraggio di cambiare il carcere. Perché non farlo nell’anno del Giubileo della speranza?”. Altrimenti rimangono solo le pur nobili parole del presidente del Senato Ignazio La Russa.











