Ristretti Orizzonti, 8 agosto 2024
Agosto, il momento peggiore per la condivisione; ognun per sé, sognando California. Però intanto in galera la gente muore, e chi governa chiude gli occhi, facendo finta di niente. Meglio la coerenza: “garantisti nel processo” (che poi non è vero), “la certezza della pena dopo” (marcire). Così, da una parte si dice: siamo contro provvedimenti tampone, chi sbaglia deve pagare, mentre qualcun altro invece osserva che non ci sono le condizioni politiche, mancano le risorse, ci vorrebbe una riforma organica, e ancora che occorre lasciare intatta la percezione sociale e politica che la limitazione della libertà personale prosegua “senza sconti”, sia pure al di fuori delle strutture penitenziarie ormai giunte al collasso.
Allora vediamo, le cose come stanno. Ad Agosto in prigione si crepa di caldo, e manca tutto. Poi a ferragosto qualcuno si fa vivo, a portare un segno di attenzione e solidarietà, che va bene, ma sempre più spesso dalle grate penzolano corpi. Grate di che? Ad Agosto parli al muro più del solito, perché ci sono le ferie e il mondo fuori vive tempi diversi da quelli delle sezioni, sempre più chiuse. Sempre più soli, sempre più deboli, nessuno che spieghi veramente a donne e uomini (e ragazzini) che niente cambierà con questo bel decreto legge in via di conversione, e anzi aumenterà il contenzioso, e nessuno ne trarrà benefici.
Eppure ci audiscono, ci chiedono di dare un contributo. Commissioni, tavoli, protocolli, accordi. Eppure fanno finta di ascoltare, e vengono a dirti che faranno, che hanno presente la situazione.
Nel frattempo, fai la fila per la doccia, quando l’acqua arriva, quando è consentito. Nel frattempo stai in coda per il bagno, e com’è stato di recente ricordato se ti scappa da cagare sono solo fatti tuoi. Nel frattempo, ovviamente, la sentenza costituzionale 10/24 resta una petizione di principio; niente amore in carcere, abbiamo cose più serie a cui pensare.
Questa non è un’elegia, la mesta nostalgia dell’epoca che fu, e neanche l’eresia contrapposta al linguaggio del tempo corrente. Una fotografia, piuttosto, con una didascalia: ora basta, not in my name. Mentre il vento fa il suo Gir(o) e si guarda alla Francia per istituire corpi speciali, con il nascituro reato di rivolta corredato di nuove preclusioni, mentre anche le carceri minorili scoppiano e bruciano, non è più possibile limitarsi alla critica isolata, più o meno avvertita, né vicariare le scelte criminogene con rassicuranti rinvii a tempi migliori.
Chi ha ancora a cuore la Dignità dell’Uomo, e il rispetto di sé, non può più chiamarsi fuori o accettare di fare il pompiere per conto terzi. Gli incendiari sono altri, e gli idranti scarseggiano.
Sottoscrivono
Michele Passione, Avvocato del Foro di Firenze
Maria Brucale, Avvocata del Foro di Roma
Antonella Massaro, Università di Roma
Cosimo Palumbo, Avvocato del Foro di Torino
Laura Cesaris, Università di Pavia
Antonio Vallini, Università di Pisa
Serena Quattrocolo, Università di Torino
Paolo Borgna, Presidente dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea
Simone Spina, Magistrato del Tribunale di Siena
Emilia Rossi, Avvocata del Foro di Torino
Luisa Ravagnani, Garante dei detenuti del Comune di Brescia
Stefano Anastasia, Garante dei detenuti della Regione Lazio
Francesco Maisto, Garante dei detenuti del Comune di Milano
Antonella Calcaterra, Avvocata del Foro di Milano
Annamaria Alborghetti, Avvocata del Foro di Padova
Valerio Spigarelli, Avvocato del Foro di Roma
Ornella Favero, Direttrice Ristretti Orizzonti
Marella Santangelo, Università di Napoli
Lucia Risicato, Università di Messina
Cecilia Turco, Avvocato, Presidente Unione degli Ordini Forensi Toscani
Laura Negri, Avvocata del Foro di Cremona
Giovanni Fiandaca, professore emerito Università di Palermo
Anna Mastromarino, ordinaria di diritto pubblico comparato presso l'università di Torino
Davide Mosso, Osservatorio carcere Ucpi
Elena Mattevi, Coordinatrice del Progetto Osservatorio sulla Giustizia di pace, conciliativa e riparativa, Università di Trento
Stefano Fiore, Ordinario di Diritto Penale Università degli Studi del Molise
Paola Maggio, Università di Palermo
Gabriele Fornasari, Professore Ordinario di Diritto penale Università di Trento
Pasquale Bronzo, Professore associato di Diritto Processuale Penale Università La Sapienza di Roma
Massimo Donini, Professore ordinario di Diritto penale Università La Sapienza di Roma
Alessandro Ricci, Avvocato del Foro di Perugia
Emanuele La Rosa, Professore associato di Diritto Penale Università di Messina
Anna Maria Citrigno, Università di Messina
Vanni Ceola, Avvocato del Foro di Trento
Donatella Stasio











