sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Michela Cuccu

La Nuova Sardegna, 8 agosto 2019

 

Consegnati i premi del Concorso nazionale sul tema della libertà e della rieducazione. Loro, gli artisti, non c'erano. Solo i loro quadri sono potuti uscire dalle carceri dove vivono i 110 partecipanti al concorso nazionale di pittura che ormai da tre anni l'associazione Casa natale Antonio Gramsci riserva ai detenuti. Perché è a loro che vien chiesto di raccontare con colori e pennelli, la loro interpretazione di Gramsci, che riuscì a resistere a quello a cui la detenzione puntava: impedirgli di continuare a pensare.

Tramite il concorso, infatti, l'associazione ha messo in rapporto l'esperienza della detenzione di Gramsci con quella dei detenuti che popolano le carceri italiane. Una iniziativa che si aggiunge a tutti quei progetti rieducativi e culturali che offrono a chi è in carcere la possibilità di "evadere" mentalmente dalla routine quotidiana permettendo un processo rieducativo. "È dimostrato che la recidiva fra i detenuti impegnati in tali percorsi è nettamente inferiore rispetto a chi non lo è", spiegano infatti gli organizzatori di un concorso che quest'anno ha visto la partecipazione di 110 detenuti in 20 case di reclusione sparse in tutta Italia. Detenuti per storie di spaccio, ma anche di criminalità organizzata e di rapine, per fare un esempio dei partecipanti al concorso, dunque ben diversi dal detenuto politico Antonio Gramsci ma che come lui, vivono privati della cosa più importante: la libertà.

Il primo premio è stato assegnato a Dimitri Cantarelli, detenuto nel carcere di Bollate. Durante la cerimonia, svolta nella sala conferenze del paese della Marmilla che diede i natali al pensatore e fondatore del Partito comunista italiano, il presidente della giuria, Paolo Sirena (direttore generale della Fondazione Meta di Alghero) e l'artista Massimo Spiga (art director, grafico e illustratore) hanno illustrato le decisioni della giuria. La valutazione delle opere ha infatti tenuto conto non solo della tecnica e dell'originalità dell'opera.

Fra i vari elementi presi in considerazione, l'analisi si è soffermata sul messaggio, sia dal punto di vista umano (l'orizzonte di un carcerato), che politico (si parla di Gramsci). "I partecipanti non sono artisti professionisti, che sono sottoposti ai limiti del regime carcerario e che non tutti hanno ricevuto un'adeguata informazione e i mezzi necessari a svolgere il lavoro richiesto per il concorso", hanno spiegato i giurati che hanno tenuto in considerazione che la qualità dei lavori presentati "risulta a tratti di buon livello e nel complesso di livello medio". Valutazione che ha designato vincitore del concorso "Il rosso stato di Nino", di Dimitri Cantarelli: "Opera impegnativa di grandi dimensioni, eseguita con buona tecnica, cita "Il quarto stato" di Pelizza Da Volpedo e vuol sottolineare, oscurandoi volti, come il carcere privi oltre che della libertà, anche dell'identità personale", è scritto nelle motivazione della giuria.

L'attualità del pensiero gramsciano, indicato come punto di riferimento per la società, è uno dei temi maggiormente ricorrenti nelle opere dei detenuti. Non è un caso che il secondo premio sia andato a Ruggero Battaglia, detenuto ad Agrigento con "Il faro". L'alienazione contrapposta alla speranza "perché non si può fucilare un'idea", è il tema che ha ispirato l'autore dell'opera terza classificata: Giacomo Sessa, detenuto a Bollate con "L'anima in fondo al muro". Il quarto premio è andato a "L'inizio", realizzato da Marco Tavoletta detenuto al carcere di Nuchis. Il quadro "Lacrime in fondo all'anima", realizzato da un detenuto nel carcere di Pavia, Edoardo Conforme, si è aggiudicato il quinto premio; il sesto è invece andato a Francesco Maccarone, detenuto a Nuchis, con "A Gramsci".

Settimo premio infine per "Direzione e dominio" di Diego Pesandro, anche lui detenuto al carcere di Bollate. Menzioni speciali per "Gramsci a Ventotene" di Cesare Bove (detenuto a Ferrara); "Realtà e fantasia" di Sacha Galli (Bollate). Menzione speciale per il migliore autore straniero a Hussaini Abdul Ali (Carcere di san Vittore di Milano) che ha realizzato "Ideali" e per la migliore autrice donna, Alexandra Ivaskova (San Vittore) con "L'albero d'amore".