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di Giunta e l’Osservatorio Carcere UCPI

camerepenali.it, 18 maggio 2025

La nota della Giunta e dell’Osservatorio Carcere a seguito delle dichiarazioni del Presidente del Senato sulla situazione delle carceri. Abbiamo avuto modo di ascoltare le parole espresse dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ritenendole, nella loro singolare novità, meritevoli di positivo accoglimento. Intervenendo al convegno, dal titolo-manifesto “Per un gesto di clemenza nelle carceri”, promosso dalla comunità “La Valle di Ezechiele”, guidata da don Davide Riboldi, cappellano del carcere di Busto Arsizio, la seconda carica dello Stato, nel denunziare l’intollerabile condizione di sovraffollamento carcerario, ha pubblicamente manifestato evidenti segnali di apertura rispetto al progetto di legge a firma dell’on. Roberto Giachetti sulla liberazione speciale anticipata, in forma retroattiva, quale possibile strumento deflattivo.

La Russa, replicando all’affermazione del vicepresidente del CSM, l’avv. Fabio Pinelli, sulla necessità di trovare una soluzione perché “il sovraffollamento carcerario lede la dignità della persona”, ha dichiarato di averne parlato con la Presidente del Consiglio, on. Giorgia Meloni, in quanto anche lei lo “considera un problema molto importante” e di avere intenzione di convocare Roberto Giachetti per discutere la concreta fattibilità della sua proposta di legge sulla liberazione speciale anticipata, dichiarandosi apertamente impegnato in una azione di “moral suasion” sul Parlamento, perché di essa si deve parlare e decidere, in un civile confronto politico tra maggioranza e opposizione.

Senza dubbio, le dichiarazioni del Presidente La Russa, da noi condivise, non possono essere strumentalmente tacciate di partigianeria, solo perché egli abbia fatto riferimento ad una lettera recapitagli dall’ex ministro Gianni Alemanno, oggi detenuto in espiazione pena nel carcere di Rebibbia, che lo ha sensibilizzato sulla necessità di una misura clemenziale in grado di ridurre drasticamente il sovraffollamento.

Siamo dinanzi ad una situazione carceraria disastrosa che ci riporta indietro agli anni della sentenza “Torreggiani c/Italia” della CEDU, con 62.456 detenuti presenti, al 30 aprile 2025, ben 103 morti in carcere e di carcere dall’inizio dell’anno (30 suicidi e 73 decessi per cause diverse o comunque da accertare) e un tasso di sovraffollamento pari al 133,5%. Numeri, purtroppo, in aumento che rendono inaccettabile l’inerzia e l’indifferenza attuale.

È una dichiarazione che non può e non deve essere lasciata cadere nel vuoto. Il Parlamento riapra, finalmente, un dibattito, franco e senza schemi pregiudiziali, sulle drammatiche condizioni detentive nelle carceri, impegnandosi nell’adozione di una serie di misure condivise di riforma dell’intero sistema dell’esecuzione penale, certamente a medio termine, ma anche immediatamente efficaci, per far rientrare il sistema penitenziario italiano nella legalità costituzionale.