di Mario Garofalo
Corriere della Sera, 1 giugno 2024
Può sembrare un’idea strampalata o una provocazione, ma il sistema legato al fato ha radici lontane. Può sembrare strampalata l’idea di sorteggiare chi dovrà governare la magistratura, può apparire come una provocazione o, peggio, come una mortificazione delle toghe. Ma il sistema, al di là delle presunte o reali finalità politiche della riforma, ha radici lontane. Fino a duecento anni fa, anzi, la “democrazia aleatoria” era diffusissima. Nell’antica Atene, si entrava per sorteggio nel Consiglio dei Cinquecento, che era l’equivalente del potere esecutivo. La fortuna aveva una parte nella complessissima selezione del doge di Venezia, dove un bambino estraeva da un’urna le ballotte, piccole sfere di legno con i nomi. Secondo Montesquieu il “suffragio per sorte” era democratico, quello “per scelta” aristocratico. Ci sono molti fautori, oggi, di un ritorno al passato. Uno dei più noti, l’intellettuale belga David Van Reybrouck ne ha spiegato i vantaggi: favorirebbe la partecipazione dei cittadini a rotazione, smantellerebbe la “casta” dei rappresentanti professionisti. Tecnicamente è quello che vorrebbe fare Carlo Nordio con le correnti della magistratura.
I Cinque Stelle ora si oppongono, ma era stato il loro guardasigilli Alfonso Bonafede a lanciare l’idea di un sorteggio del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e ancora nell’aprile del 2022 Conte non si opponeva all’ipotesi. La cosa non era sorprendente, visto che Gianroberto Casaleggio adorava Van Reybrouck e Beppe Grillo si era spinto fino a proporre addirittura l’estrazione dei componenti del Parlamento. Un ruolo della fortuna nella composizione del Csm è stato evocato da studiosi di varia provenienza, da Bruno Tinti a Stefano Passigli a Michele Ainis. L’ex presidente della Camera Luciano Violante (Pd) ha immaginato un’estrazione “al contrario” dei consiglieri da sostituire.
La politologa Nadia Urbinati, escludendo giustamente il sorteggio dei parlamentari (non risponderebbero al popolo), lo ha ammesso per “organi con funzioni determinate” in cui sia importante “l’obiettivo dell’imparzialità”. Per questo motivo, se sono comprensibili altre preoccupazioni sulla riforma Nordio e sulla tutela dell’indipendenza della magistratura, lo sono meno le critiche al sorteggio. Certo, bisogna capire in concreto quale sarà il meccanismo: bene che dopo il confronto al Quirinale si sia intervenuti perché tutti i consiglieri vengano selezionati in base alla fortuna, non solo quelli togati. Era importante per l’autonomia di uno dei fondamentali poteri dello Stato.









