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di Barbara Sorrentini

Il Manifesto, 27 agosto 2025

Il nuovo libro di Pierfrancesco Majorino uscito per Laurana Editore è il racconto della sparizione di Marchino, un ragazzo fragile e disagiato che improvvisamente scompare da un centro d’accoglienza. Un titolo suggestivo e astratto per rappresentare la trama attraverso un’immagine, “Le stelle divorate dai cani” è il nuovo libro di Pierfrancesco Majorino uscito per Laurana Editore nel formato ultra-tascabile della nuova collana Paginescure (pp. 136, euro 10). Tra i titoli evocativi dei suoi romanzi precedenti ci sono: Dopo i lampi vengono gli abeti, Togliendo il dolore dagli occhi, Maledetto amore mio e il più recente Sorella Rivoluzione. Titoli che raccolgono in un fotogramma il senso del libro, coerenti con una scrittura in immagini che va interpretata e decodificata pagina dopo pagina, per coglierne la complessità della trama soltanto alla fine del racconto. L’assessore che ha riformato il welfare a Milano durante il primo mandato da sindaco di Giuliano Pisapia, ha sempre trovato il tempo per scrivere libri.

Che fossero saggi legati all’attualità politica e alla necessità di delineare emergenze, come quella urgente dell’accoglienza dei migranti, o romanzi caratterizzati da una visione distopica del mondo, proveniente da un bagaglio culturale che annovera letture di fantascienza, fumetti tipo Nathan Never o film come Blade Runner. In Le stelle divorate dai cani Majorino sceglie il noir, senza mai abbandonare i temi sociali a lui cari. È il racconto della sparizione di Marchino, un ragazzo fragile e disagiato che improvvisamente scompare da un centro d’accoglienza. A guidare le indagini c’è l’investigatore giapponese Huan Check Tobay, un samurai contemporaneo a cui non sfugge nulla, accompagnato nella ricerca dalla figlia, ancora più sgamata di lui e da un ex poliziotto in pensione che ormai le ha viste tutte e quindi sa come muoversi.

La storia si svolge in un tempo (futuro?) nel quale le diversità, le fragilità e le vulnerabilità di tutti quelli che hanno problematiche riguardanti la salute mentale, vengono fatte sparire come polvere sotto il tappeto. Il tema portante intorno al quale si sviluppa l’indagine del romanzo è legato ai centri per il disagio psichico. La trama ci immerge in un futuro che ci riporta a un passato precedente la chiusura dei manicomi ottenuta dalla Legge Basaglia. Pierfrancesco Majorino descrive un contesto in cui le istituzioni utilizzano metodi coercitivi e segreganti di fronte alle persone più deboli e con uno stile quasi horror o da thriller psicologico ci riporta ad un passato oscurantista non del tutto sepolto.