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di Renato Benedetto

 

Corriere della Sera, 16 giugno 2019

 

Enzo Bianco ha contato finora più di 100 mila azioni contro sindaci per abuso d'ufficio e, sul Corriere, ha dato le cifre: nel 60% dei casi il pm chiede il proscioglimento, il 20% si ferma davanti al gip; il 18% arriva a dibattimento e il 2% dei procedimenti finisce con una condanna.

"Assicuratevi contro l'abuso d'ufficio", è stato il primo consiglio che un premuroso Virginio Merola, da otto anni primo cittadino a Bologna, ha dato venerdì ai sindaci appena eletti della provincia. "Il nostro è il Paese dell'abuso d'ufficio facile", ha detto. Mostrando una inedita affinità, sul tema, con Matteo Salvini, con cui su tutto il resto non smette di scontrarsi. Certo, il leghista ha usato toni più tranchant, da campagna: "Toglierei l'abuso d'ufficio. Non posso bloccare 8.000 sindaci per la paura che uno possa essere indagato", ha detto prima delle Europee, sapendo che avrebbe alimentato lo scontro con Luigi Di Maio (che ha reagito col poco ministeriale: "Str...ate").

Ma al di là dei toni, Salvini e Merola, che non è il primo a intervenire tra i dem, dimostrano che sull'abuso d'ufficio converge un'ampia maggioranza, dal Pd alla Lega, con in testa il partito dei sindaci (contrari i 5 Stelle): con queste norme - lamentano i primi cittadini - il difficile mestiere di sindaco diventa ancora più difficile; si firmano migliaia di carte e incappare in una indagine è troppo facile. Da Sala a Raggi, i casi finiti nel nulla non si contano.

Anzi sì, Enzo Bianco ha contato finora più di 100 mila azioni contro sindaci per abuso d'ufficio e, sul Corriere, ha dato le cifre: nel 60% dei casi il pm chiede il proscioglimento, il 20% si ferma davanti al gip; il 18% arriva a dibattimento e il 2% dei procedimenti finisce con una condanna. Per il capo dell'Anticorruzione Raffaele Cantone, pur contrario all'abolizione, la "quantità enorme di procedimenti che iniziano e la quantità infinitesimale di quelli conclusi con condanna" dimostrano che la norma va rivista, ma "nelle sedi tecniche, fuori dalla campagna elettorale". Ecco l'ostacolo: la maggioranza c'è, ma lasciare stare per un attimo la campagna elettorale è una sfida che appare impossibile.