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di Francesco Oliva

La Repubblica, 17 aprile 2026

Si chiama “Io Salvo” il progetto pionieristico che intende rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti di borgo San Nicola. Riscatto, reinserimento, aiuto per la collettività. Dalla cella al mare. La rinascita corre sul bagnasciuga. Tredici detenuti nel carcere di Lecce si apprestano a rientrare nella vita normale: uniforme e fischietto al collo, si ritroveranno in spiaggia per svolgere attività di bagnini. Si chiama, e non a caso, “Io Salvo”, il progetto pionieristico che intende rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti di borgo “San Nicola”. L’incontro, fortemente voluto dal prefetto del capoluogo salentino, Natalino Manno, ha celebrato il traguardo di 13 reclusi che, dopo un intenso percorso formativo, conseguiranno a breve il brevetto di Assistente bagnanti, titolo professionale riconosciuto a livello nazionale. Nelle prossime ore sono previste le prove pratiche sull’uso del defibrillatore e, successivamente, la prova finale a San Cataldo per la tradizionale consegna del fischietto.

Alla presentazione dell’iniziativa tenutasi nella Prefettura di Lecce, erano presenti, tra gli altri, la direttrice del carcere di borgo “San Nicola”, Maria Teresa Susca; il direttore generale della Asl salentina, Stefano Rossi; il presidente di Confimprese Demaniali, Mauro della Valle insieme con gli imprenditori balneari delle marine leccesi. Quest’ultimi avranno un ruolo centrale: perché, dimostrando sensibilità e pragmatismo, assumeranno i neo-qualificati per l’imminente stagione estiva.

Il prefetto di Lecce ha definito l’iniziativa una “best practice” fondata sulla possibilità di riscatto, sottolineando come la società debba accogliere e supportare chi intraprende percorsi di recupero. settori produttivi che pure registrano una carenza di personale specializzato, come quello alberghiero e dell’agricoltura. La direttrice del carcere di Lecce ha ribadito come il lavoro sia lo strumento essenziale per un reinserimento reale e per la riduzione della pena, orientando i detenuti verso un progetto di vita improntato alla legalità.

Ha lodato i 13 protagonisti per la serietà, l’impegno e l’entusiasmo dimostrati, ringraziando gli operatori penitenziari che hanno reso possibile l’operazione. Il direttore generale della Asl, Rossi, ha voluto ribadire l’impegno al fianco della Prefettura in tutti i progetti di utilità sociale, lanciando l’idea di organizzare con i detenuti un’uscita con la barca a vela a disposizione dell’azienda, sequestrata nell’ambito di un procedimento per reati di immigrazione clandestina, per completare le attività formative dei corsisti. Nel frattempo, il successo dell’iniziativa è tangibile: solo il Comune di Melendugno ha già richiesto l’impiego di 20 unità, segno di una domanda elevatissima.