di Luca D’Alessio
Il Riformista, 10 agosto 2026
Sovraffollamento carceri. Situazione critica nei penitenziari. Al limite del rispetto della umana condizione. Sono questi i temi che nelle ultime ore infervorano gli ambienti della politica, soprattutto quelli distinti dal garantismo della prima ora. La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati avvia un’indagine conoscitiva sullo stato delle carceri per far luce sulle criticità in atto. Ma, se da un lato si vive un frangente complesso, contestualmente a questa situazione difficile, sembra esserci anche spazio per iniziative dove lo Stato è presente ed assolve pienamente ai suoi doveri di reinserimento sociale dei detenuti e di funzione rieducativa della pena. I detenuti della Casa circondariale di Lecce, in questi giorni stanno vivendo un’occasione unica di riscatto personale e sociale. A causa della nota carenza del personale di salvamento sulle spiagge della costa salentina, è nato il progetto “Io Salvo”.
Un’iniziativa lodevole nata per favorire il reinserimento sociale che risponde anche alla crescente difficoltà del settore turistico nel reperire personale qualificato. Dalle celle del carcere alle torrette di salvataggio. Questa è la storia di un percorso a cui partecipano 13 detenuti della Casa circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce. Dopo tre mesi di dovuta formazione teorica e pratica, hanno conseguito il brevetto di assistente bagnanti rilasciato dalla Federazione Italiana Nuoto, oltre alle certificazioni per il primo soccorso e l’utilizzo del defibrillatore. Un percorso altamente formativo dal punto di vista pratico che porta con sé forti responsabilità nel momento della prontezza operativa in caso di bisogno.
I lidi interessati, dove vengono impiegati sono diversi, tra San Cataldo, Torre Chianca, Spiaggia bella e Vernole, dove devono svolgere attività di assistenza e supporto alla sicurezza durante la stagione estiva. Come istruiva la legge del contrappasso, secondo una morale che lavora per contrasto. Hai prodotto tanto male? Ora devi produrre opere di servizio in bene alla Comunità. Crediamo nulla di più costruttivo. Edificante. Ma soprattutto per chi, come i detenuti anche macchiati di gravi reati, in questo servizio sentono riempirsi di un orgoglio emozionante. Un progetto nato dalla collaborazione tra istituzioni ed imprese. “Io Salvo” è stato promosso da Confimprese Demaniali Italia e Federazione Italiana Nuoto, con il supporto della Prefettura di Lecce, del Comune di Lecce, della Casa circondariale di Lecce e di numerosi imprenditori balneari del territorio. Il percorso ha previsto lezioni in aula, addestramento in piscina e prove pratiche in mare, fino al conseguimento dell’abilitazione professionale. Per i detenuti coinvolti si tratta di un vero contratto di lavoro stagionale, accompagnato da un percorso di responsabilizzazione e preparazione professionale che punta a favorire il reinserimento una volta conclusa la pena.
Il progetto nasce in un momento in cui molte località turistiche continuano ad avere carenza di personale qualificato per il servizio bagnanti. E’ un percorso che suggerisce come si possono trovare anche soluzioni alternative allo svuotacarceri e rispondere contemporaneamente a due esigenze: offrire nuove opportunità di lavoro a persone impegnate in un percorso di reinserimento e contribuire a coprire professionalità molto richieste dal mercato del lavoro turistico, in questo caso. Ora la sfida è estendere il modello. Non limitarsi alla sola esperienza estiva ma pensare anche a tutti i diversi settori che hanno carenza tutto l’anno. Percorsi analoghi in professioni dove la domanda di personale continua a essere elevata, come l’ospitalità alberghiera, la ristorazione e altri servizi legati all’accoglienza. Una bella pagina di storia estiva che certifica che il nostro Paese può essere molto virtuoso quando lo vuole per davvero. E che lancia un messaggio di conciliazione e di speranza a tutti quei detenuti che purtroppo vivono nelle loro celle situazioni molto strazianti.










