di Francesco Oliva
La Repubblica, 21 maggio 2026
Tredici uomini reclusi a Borgo San Nicola lasceranno le celle per il progetto “Io Salvo” che ha lo scopo di rieducare e reinserire a livello sociale e lavorativo i detenuti: hanno già conseguito il diploma di assistenti bagnanti. Un imprenditore: “Lo facciamo per aiutare, dare una nuova opportunità a chi ha sbagliato ma è pronto a rimettersi in gioco”. Un’opportunità da cogliere al volo per reinserirsi nella vita sociale. In attesa di non avere più alcun vincolo con la giustizia. Dal carcere in spiaggia con “una grande voglia di riscattarsi”.
Per tredici detenuti nel carcere di Lecce, sarà un’estate diversa e insolita: lasceranno celle anguste, senza aria condizionata, per lavorare in riva al mare, negli stabilimenti balneari di Lecce e Vernole: tra cui Lido Pole Pole di Spiaggiabella, Lido Cambusa, Lido Approdo, Lido Circeo, Lido Maluhabay di Torre Chianca, Lido Soleluna di San Cataldo e Lido La Piazzetta di Vernole. I detenuti, in blocco, hanno superato l’esame: tutti - ritenuti - abili e arruolabili per diventare assistenti bagnanti nell’ambito del progetto “Io Salvo-Progetto Mare Libero”, promosso da Confimprese Demaniali Italia, Fin e Ats Lecce Lido con il supporto della Prefettura di Lecce, del Comune di Lecce e del Ministero della Giustizia-Casa Circondariale del capoluogo salentino.
Le prove teoriche e pratiche si sono svolte nella mattinata di ieri, martedì 19 maggio, al Soleluna, un lido nella marina di San Cataldo, dove i detenuti hanno affrontato simulazioni di salvataggio in mare attraverso tecniche apprese nei tre mesi di formazione. Durante le prove, i detenuti hanno anche simulato manovre di rianimazione cardiopolmonare per adulti e bambini, ottenendo l’abilitazione come esecutori BLSD e PBLSD per l’utilizzo del defibrillatore. C’è soddisfazione tra tutti. Foto di rito a fine corso. Sorrisi stampati sul volto dei detenuti. Stanchi, ma felici e carichi. “Sono davvero molto onorato di aver ideato, quale rappresentante dei balneari aderenti a Confimprese Demaniali, questa iniziativa che nasce dalla sinergia reale con le istituzioni del territorio e con le imprese”, commenta Mauro Della Valle, presidente di Confimprese Demaniali Italia. “Io Salvo-Progetto Mare Libero - dice - non rimarrà nei cassetti ma crea un fattivo riscatto per chi ha sbagliato e soprattutto genera bene e speranza”. Per i tredici corsisti, infatti, il progetto si tradurrà anche in una concreta opportunità di lavoro.
La normativa in vigore non consente a persone con precedenti penali di svolgere attività di bagnini “ci sarebbe bisogno di una deroga - spiega la direttrice del carcere di Lecce, Mariateresa Susca - ma verranno comunque assunti nei lidi dove svolgeranno manutenzione e assistenza”. “Il mio nuovo collaboratore, ad esempio - spiega Andrea Caretto, titolare del lido Pole Pole - sarà un tuttofare: accompagnerà le persone agli ombrelloni, si occuperà delle attività di pulizia e di manutenzione”. “Il nuovo collaboratore” è un detenuto di Brindisi. Ha da poco compiuto 40 anni. È in carcere solo fisicamente, con la sua mente e i pensieri si vede e si proietta già nel mondo esterno. “Il ragazzo che mi è stato assegnato - dice l’imprenditore balneare - è molto bravo. Ho percepito da subito la sua voglia di lavorare e mi ha aiutato a comprendere il valore di questa iniziativa: aiutare, dare una nuova opportunità a chi ha sbagliato ma che è pronto a rimettersi in gioco”. La stagione estiva è alle porte. I titolari dei lidi potranno aprire ombrelloni e sdraio da sabato prossimo, 23 maggio, come stabilito da un’ordinanza regionale. Ma bisogna far fronte a un’emergenza: la carenza di organico. Immettere nel personale nuovi dipendenti vogliosi e determinati si tramuta in una necessità perché “in giro c’è sempre meno gente che vuole lavorare - è il pensiero dell’imprenditore salentino - appena compiliamo il formulario, avvieremo la pratica per inserire il detenuto nella forza lavoro. Anche se le tempistiche non sono immediate. Dovrò avviare un corso di formazione per la sicurezza, sarà necessario effettuare una visita con il medico del lavoro. Credo - spiega l’imprenditore - che per completare tutte le pratiche burocratiche avrò bisogno di un’altra settimana”. Nel frattempo i detenuti scalpitano. Sui loro volti si legge il sorriso di chi vuole rinascere. In riva al mare.











