di Sabina Leonetti
Avvenire, 19 dicembre 2020
"Uno spiraglio di luce in una mente buia. Ora mi sento più libero!". È il messaggio che campeggia sul murale realizzato all'interno del carcere di Lecce nell'ambito di "Arte in libertà... oltre le sbarre", progetto di arte-terapia coordinato dall'Ufficio Integrazione Disabili dell'Università del Salento e promosso in collaborazione con la Casa Circondariale di Borgo San Nicola (Lecce).
Il racconto del percorso condiviso da studenti e detenuti è stato anche oggetto di un incontro online. Il progetto è stato ideato dagli dieci studentesse selezionate con apposito avviso pubblico del Dipartimento di Storia, Società e Studi sull'Uomo dell'Ateneo salentino (che ha finanziato l'acquisto dei materiali), e ha visto l'organizzazione di alcuni laboratori di arte-terapia che hanno condotto alla realizzazione del murale. Dopo incontri in presenza, il programma si è spostato online per l'emergenza sanitaria e si è potuto concludere in ottobre in presenza tra le mura del carcere. In diversi video pubblicati sul canale YouTube dell'Ateneo, i partecipanti hanno raccontato il progetto condividendo idee ed emozioni.











