www.corrieresalentino.it, 7 aprile 2015
Due riduzioni di pena e un risarcimento economico per un periodo di detenzione in palese violazione con i diritti garantiti ai reclusi. Nei giorni scorsi i magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Lecce, Ines Casciaro e Alessia Magliola, hanno parzialmente accolto il reclamo di Saverio Elia, 37enne di San Pietro Vernotico e di Giovanni Canoci, 46enne di Torchiarolo.
I giudici hanno stabilito per Elia una riduzione di pena 45 giorni e a Canoci di 12 giorni oltre a un risarcimento del danno di 48 euro. Sulla scorta degli elementi istruttori Elia, per 510 giorni di detenzione nel carcere di Borgo San Nicola con due compagni di cella, disponeva di complessivi 2,86 metri quadrati.
Per lo stesso motivo, per complessivi 121 giorni, è stato disposto uno sconto di pena ed un risarcimento danni in favore di Canoci detenuto sempre nel penitenziario leccese. I due reclami sono stati presentati dall'avvocato Vincenzo Rocco Vincenti. È stato così di fatto violato un principio sancito dall'articolo 3 della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che stabilisce: "Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti degradanti o inumani".
E la giurisprudenza della Convenzione Edu ha concluso per la violazione dell'articolo 3 proprio nell'ipotesi di restrizione in una cella nella quale il detenuto abbia a sua disposizione uno spazio inferiore ai 3 metri.
Proprio come nel caso dei due detenuti finiti all'attenzione dei magistrati di Sorveglianza e che risolleva l'annosa emergenza dei diritti violati anche per il sovraffollamento nel carcere di Borgo "San Nicola".










