di Veronica Valente
lecceprima.it, 18 marzo 2025
A seguito della denuncia sporta questa mattina dalla coniuge dell’uomo, è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, a carico di ignoti. Fissata per giovedì l’udienza per conferire l’incarico al medico legale di svolgere l’autopsia. È stata aperta un’inchiesta per chiarire le cause del decesso di Cosimo Giorgino, 30enne di Casarano, avvenuto due giorni fa nell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove era giunto in condizioni critiche dal carcere di “Borgo San Nicola”. A seguito della denuncia sporta questa mattina dall’avvocato Luca Puce per conto della coniuge dell’uomo, che era detenuto per reati contro il patrimonio, la sostituta procuratrice Rosaria Petrolo ha aperto un fascicolo in cui si ipotizza il reato di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, e ha fissato per giovedì prossimo l’udienza per conferire l’incarico al medico legale Ermenegildo Colosimo di svolgere l’autopsia.
Sarà dunque l’esame necroscopico il primo degli accertamenti finalizzati a risalire alle cause di una morte avvenuta prematuramente e rispetto alla quale la moglie pone degli interrogativi sull’operato di chi lo ebbe in cura. Il sospetto della consorte è che, in ragione dello stato clinico degli ultimi giorni, certificato dalle analisi effettuate presso la casa circondariale, Giorgino sia potuto spirare a causa della superficialità e della negligenza di chi aveva il compito di assisterlo.
Stando al racconto, messo nero su bianco nell’atto presentato oggi in Procura, l’uomo avrebbe confidato alla moglie che gli stessi sanitari del penitenziario, gli avessero rappresentato, a chiare lettere, come dalla lettura delle sue ultime analisi si rilevasse un concreto pericolo d’infarto. La donna riferisce inoltre che nell’ultimo colloquio dello scorso 4 marzo, Giorgino fosse visibilmente gonfio e ingrassato, probabilmente a causa della terapia di farmaci alla quale era sottoposto da tempo e che, secondo la stessa, potrebbe non essere stata più adeguata tenuto conto dei valori ematochimici del tutto “sballati” evidenziati dagli esami. Starà dunque alla magistratura verificare eventuali responsabilità nel decesso e se questo poteva essere evitato.











