Corriere Salentino, 1 novembre 2025
Tragedia nel reparto infermeria del carcere di Lecce, dove un detenuto di 25 anni, di origine straniera ma adottato da una famiglia salentina, si è tolto la vita. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane - tossicodipendente e con una personalità fragile - aveva già mostrato in passato segnali di disagio. Lo rende noto il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano.
“Nonostante i tempestivi soccorsi della Polizia penitenziaria e del personale sanitario, ogni tentativo di rianimazione - riferisce - è stato vano. La casa circondariale di Lecce ospita oltre 1.000 detenuti a fronte di una capienza di gran lunga inferiore, configurandosi tra gli istituti più sovraffollati d’Italia. La Polizia penitenziaria, inoltre, conta circa 150 unità mancanti rispetto alla pianta organica, in una situazione ormai divenuta ingestibile sia dal punto di vista operativo che umano”.
“Con quest’ultimo tragico episodio, sale a 68 il numero complessivo dei detenuti suicidatisi dall’inizio del 2025, ai quali si aggiunge un internato in una Rems e tre operatori penitenziari. Se, per rispetto verso altri drammatici teatri, non vogliamo parlare di un vero e proprio bollettino di guerra di certo - aggiunge - siamo di fronte a una tragedia che vi si avvicina molto, nella sostanziale indifferenza della politica di maggioranza”.
“Il sistema penitenziario italiano è al collasso, con le regioni del Sud tra le più penalizzate. Oggi non bastano più proclami o annunci: serve subito un ‘decreto carceri’ per deflazionare la densità detentiva, rafforzare la Polizia penitenziaria, potenziare la sanità penitenziaria e prevenire - conclude Montesano - un disastro che, in molte realtà del Paese, è già in corso. Prima che accada l’irreparabile, il governo deve agire con urgenza e consapevolezza”.











