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di Claudio Tadicini

Corriere del Mezzogiorno, 15 novembre 2022

Ancora un suicidio nel carcere di Lecce. Il secondo in meno di un mese, dopo quello di un detenuto 32enne leccese avvenuto il 16 ottobre scorso, che si impiccò in cella durante il cambio turno degli agenti. Anche stavolta si tratta di un detenuto italiano, un 40enne, suicidatosi nelle scorse ore (anche lui per impiccagione) all’interno della sezione “Transito” del penitenziario del capoluogo salentino. Lo rende noto il segretario regionale Osapp Puglia, Ruggiero Damato, che parla di “sconfitta per il sistema carcere, in quanto il sistema non regge più per i turni massacranti che variano dalle 8 alle 14 ore, ripercuotendosi sulla qualità del servizio”.

“Un personale con un’età media di 52/54 anni di età e con oltre 30 anni di servizio non consente un controllo capillare dell’utenza e non riesce a tutelare i detenuti fragili, che vengono non individuati in tempo utile. Così si perdono vite umane - denuncia Damato - ed il carcere non dovrebbe consentirlo”.