Corriere Salentino, 2 giugno 2026
Quattro detenuto morti in appena due mesi. La situazione nel carcere di Lecce è simile a una polveriera. Troppi detenuti se confrontati con capienza prevista. Come confermato dalla Garante dei detenuti, Maria Mancarella, una grave carenza di organico della polizia penitenziaria, che conta appena 578 operatori rispetto a un fabbisogno di 742, una disparità che costringe spesso solo due agenti a sorvegliare contemporaneamente 270 ristretti divisi in quattro sezioni su piani differenti con pesanti ripercussioni sulla sicurezza e sui carichi di lavoro.
Ed è di questi ultimi giorni un altro episodio ancora avvolto nel mistero sulle reali cause che hanno portato Vincenzo Rossetti, meglio conosciuto come il Lupin del Salento, in Terapia intensiva all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Dal carcere di borgo San Nicola - dove il 44enne di Monteroni è detenuto da tempo dopo una recente condanna a 8 anni e 8 mesi per una sequela di furti - parlano di un tentativo di suicidio. Il caso - che sembra più richiamare le sfumature di un giallo con il trascorrere delle ore - risale a domenica 24 maggio quando la sorella del detenuto, nonché sua amministratrice di sostegno, contatta l’avvocata Elisa Cappello (legale di Rossetti) per informarla di aver ricevuto, a suo volta, una telefonata di un agente di polizia penitenziaria con cui le riferiva che il fratello stava per essere trasportato in ospedale, poiché “…si era fatto male…”.
Da quel momento, però, le comunicazioni familiari-carcere si sarebbero interrotte. E mentre in paese (Monteroni) si diffondeva la notizia del tentato suicidio, dal penitenziario non arrivavano aggiornamenti. “Solo la mattina del 27 - prosegue l’avvocata - ho ricevuto conferma dalle cancellerie della Corte d’Appello e dall’Ufficio di Sorveglianza la notizia del ricovero del mio assistito”. Solo nel pomeriggio di sabato, 30 maggio, Rossetti avrebbe informato l’avvocata di trovarsi ricoverato all’Ospedale di Lecce, nel reparto di Terapia intensiva.
La vicenda, ora, dovrà essere chiarita nella sua totale interezza. Un dato, per il momento, è certo: la permanenza di Rossetti in carcere potrebbe rappresentare un grave pregiudizio per la sua salute e per le sue condizioni particolarmente critiche, rilevate anche all’ultimo colloquio del 5 maggio. Per questo, l’avvocata Cappello ha avanzato un’istanza di concessione provvisoria di una misura alternativa al carcere al magistrato del tribunale di Sorveglianza di Lecce in una Comunità per doppia diagnosi o, in subordine, in una C.R.A.P.










