di Claudio Tadicini
Corriere del Mezzogiorno, 20 dicembre 2024
Il panettone, nel Salento, non è solo un dolce tradizionale natalizio. Da alcuni anni, infatti, è diventato un simbolo potente di speranza e inclusione sociale. Una vera e propria occasione di riscatto per i detenuti della casa circondariale leccese di Borgo San Nicola, che trovano (anche) in questo dolce natalizio un’opportunità per reintegrarsi nella società, apprendendo nuove competenze per costruirsi, una volta scontata la pena, un futuro migliore.
Il progetto nasce dall’intuizione di Davide De Matteis, fondatore del bar 300mila di Lecce, che ha messo a disposizione il suo talento gastronomico per offrire una seconda possibilità a chi desidera cambiare la propria vita. Da sempre ispirato dagli insegnamenti del padre Oronzo, fondatore dello storico bar Cotognata Leccese, De Matteis racconta come la volontà di fare del bene sia radicata nella sua famiglia: “Le persone che compiono errori meritano una seconda possibilità. Se non gliela si dà, c’è sempre il rischio che ricadano nello stesso giro. Quando si è presentata quest’occasione, l’ho colta al volo. Lo scorso anno, due lavoratori, finita la pena, hanno trovato lavoro in pasticcerie del Barese: questa è la soddisfazione più grande”.
Dal 2019, con il supporto del Ministero della Giustizia, il laboratorio di produzione del panettone, ma anche di tutto ciò che è servito nel locale - è stato allestito nell’ex carcere minorile di Lecce: vi lavorano quattro detenuti, un quinto è in arrivo. La selezione è curata dal Ministero della Giustizia, ma è l’azienda stessa a valutare i candidati: “Se dimostrano di essere all’altezza, li assumiamo. I lavoratori vengono poi guidati e affiancati dai nostri tutor professionisti, che li accompagnano in un percorso di crescita personale e lavorativa”. Ogni panettone viene realizzato con lievito madre ventennale, che garantisce un prodotto di altissima qualità nelle sue varianti Classico (con uvetta e scorze d’arancia), al Pistacchio, al Cioccolato e Particolare (con fichi, noci, arance e copertura di cioccolato). Ogni confezione è, invece, decorata con immagini dei monumenti più iconici di Lecce, come la Basilica di Santa Croce, la colonna di Sant’Oronzo, l’Obelisco o Porta Napoli.
Il lavoro quotidiano rappresenta una trasformazione per i detenuti coinvolti. Per loro, questo progetto non è solo un mestiere, ma un percorso di riscoperta personale: “Riassaporano la libertà - prosegue De Matteis - Vengono al lavoro in autobus e, durante il tragitto, sembra che facciano un esame di coscienza. Capiscono che la vita fuori dal carcere è piena di opportunità. Quando arrivano, li vedi motivati, affamati di apprendere un mestiere che si sta perdendo. La cosa più bella è vederli orgogliosi di loro stessi, fieri di aver avuto il coraggio di cambiare”.










