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di Sandra Signorella

 

ilpaesenuovo.it, 9 gennaio 2020

 

La direttrice Russo: "Riconnessione familiare fattore di riabilitazione". Arriva con qualche giorno di ritardo la Befana nel carcere di Lecce, ma porta ugualmente un clima di festa e costituisce l'occasione per qualche momento di serenità per i detenuti e i loro figli.

L'iniziativa, giunta alla sua ventunesima edizione, è promossa dall'associazione di volontariato carcerario Comunità Speranza ed è sostenuta dalla Direzione Penitenziaria nell'ambito di un percorso di umanizzazione che può avere effetti positivi sul recupero del detenuto. Si inizia domani, giovedì 9 gennaio, e si prosegue per quattro pomeriggi, animati, come di consueto, da attività, giochi e spettacoli, in collaborazione con i ragazzi e le ragazze dell'Oratorio don Bosco di Campi Salentina e l'associazione Fermenti Lattici. Come momento conclusivo saranno consegnate 300 calze, al cui confezionamento hanno dato una mano diverse realtà.

"Particolarmente generoso è stato il contributo della Parrocchia San Bernardino Realino di Lecce, della Pro Loco di Surbo e della Cgil provinciale - dicono i volontari di Comunità Speranza - Alla direttrice del carcere ed agli operatori penitenziari, che hanno sostenuto l'iniziativa e a tutti coloro che ci hanno accompagnato in questo percorso di solidarietà, rivolgiamo i nostri sentiti ringraziamenti".

"L'Istituto vuole rivolgere maggiore attenzione ai bambini che fanno visita al proprio genitore detenuto - afferma la direttrice Rita Russo. Ci stiamo impegnando affinché i piccoli (centinaia ogni settimana) arrivino in un luogo non ostile. Stiamo facendo attrezzando il carcere con spazi e occasioni per i bambini e per le loro famiglie, sposando convintamente proposte e progetti in collaborazione con associazioni ed enti pubblici e privati. Crediamo nella tutela dell'infanzia e nella riconnessione familiare come potente fattore di riabilitazione sociale dei nostri detenuti".