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di Ilaria Marinaci

Corriere del Mezzogiorno, 29 giugno 2025

La madre detenuta a Lecce, la piccola di tre anni è stata affidata agli zii. “Cerchiamo urgentemente una casa in affitto per Nina e la sua famiglia”. L’appello corre sui social. A lanciarlo l’associazione Fermenti Lattici, che da anni lavora nel carcere Borgo San Nicola di Lecce con progetti a sostegno delle famiglie dei detenuti. Qui, due anni fa, comincia questa storia: Antonietta Rosato, Cecilia Maffei e Marianna Caretto, le tre educatrici dell’associazione, conoscono Nina (un nome di fantasia), che aveva solo pochi mesi quando è entrata nella sezione femminile con la mamma. Secondo la legge, infatti, una madre detenuta può decidere di tenere con sé il proprio figlio fino al compimento dei tre anni di età in ambienti separati della sezione: stanze più ampie, curate, colorate, con culle e fasciatoio.

Nel 2024, in Italia, erano 23 le madri in regime detentivo con i loro 26 bambini, secondo l’Osservatorio Antigone. Nina era l’unica a Lecce. Il solo mondo che conosceva, dentro quelle mura. “Grazie alla collaborazione con la direzione del carcere e i servizi sociali del Comune di Lecce, abbiamo iscritto Nina - ricorda Rosato prima al nido e poi alla materna, incaricandoci noi stesse di accompagnarla e andare a riprenderla”.

È iniziata così la sua scoperta del mondo fuori. “La tenevamo in tutte le occasioni possibili: l’abbiamo portata a giocare nelle biblioteche pubbliche, ad assistere a spettacoli teatrali, al mare per la prima volta, a trascorrere le feste con le nostre famiglie. La sua mamma non voleva che a Natale o a Pasqua stesse in carcere. Tutto reso possibile grazie alla fiducia avuta dalla direzione carceraria”, sottolinea Rosato. Lo scorso ottobre, Nina ha compiuto tre anni. Di norma, avrebbe dovuto separarsi dalla madre quasi dalla sera alla mattina ed essere affidata agli zii, che già avevano con loro le sue tre sorelle.

Ma proprio la sua storia ha ispirato il progetto Prima Persona Plurale di Fermenti Lattici, finanziato dall’impresa sociale Con i Bambini, che ha permesso a madre e figlia di allungare i tempi di separazione e di avviare un percorso di preparazione con la famiglia affidataria e i servizi sociali di Squinzano, dove risiedevano gli zii. “La mamma e la famiglia - spiega l’educatrice - sono stati seguiti dalle psicologhe dell’associazione Psifia e noi abbiamo accompagnato gradualmente Nina dagli zii che non conosceva e dalle sorelle che vedeva solo nei colloqui. La prima notte che hanno dormito insieme è stata durante un viaggio a Napoli, previsto per famiglie inserite in questo tipo di progetti”.

Ora che Nina vive serena con gli zii e le sorelle, va a trovare la mamma periodicamente e le educatrici continuano a seguire tutto il nucleo familiare, per una serie di circostanze, è sorta la necessità di dover trovar loro una nuova casa. Ma, nel Salento, le case da affittare per residenzialità sono una chimera, surclassate dagli affitti brevi turistici. “Per non rischiare che le bambine siano separate e messe in comunità e sia reso vano il percorso fatto finora per tutelarle, è urgente - l’appello di Fermenti Lattici - trovare a Lecce o paesi vicini una casa per mantenere questa famiglia unita”. L’affitto mensile di 500-600 euro e la caparra sono garantiti dal Comune di Squinzano che ha in carico i minori. Ma serve la buona volontà di chiunque possa aiutare questa famiglia. Nina, le sue sorelle e gli zii meritano di restare insieme (per contatti utili, cellulare 3404722974).