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di Adriana Greco


leccesette.it, 17 dicembre 2021

 

La Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e Antigone Puglia hanno fatto il punto sulla vita in carcere. Nella Sala Open Space in Piazza Sant'Oronzo a Lecce, la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e Antigone Puglia hanno fatto il punto sulla vita in carcere a due anni dalla pandemia, in un incontro sul tema "Il carcere durante la pandemia".

Dopo i saluti del sindaco di Lecce Carlo Salvemini e della direttrice reggente del carcere di Borgo San Nicola Valentina Meo Evoli, l'incontro introdotto e moderato da Maria Pia Scarciglia avvocato e presidente di Antigone Puglia, ha visto gli interventi della garante Maria Mancarella, di Alessandro Stomeo avvocato di Antigone Puglia, di Ines Casciaro magistrato del Tribunale di Sorveglianza di Lecce, Alessandra Moscatello responsabile area sanitaria del carcere di Lecce e Marta Vignola delegata Unisalento per il Polo universitario penitenziario.

La pandemia ha esasperato i gravi problemi già presenti in quasi tutti gli istituti penitenziari. Ha acuito difficoltà endemiche, evidenziando la grande contraddizione tra il dovere di essere rivolto verso la risocializzazione e il recupero e una realtà costituita in gran parte da custodia e disciplina. Mentre la vita negli istituti carcerari prova a ripartire, non senza difficoltà, il carcere e i detenuti sembrano ancora oggi un mondo dimenticato. È importante perciò riflettere sul futuro del sistema penitenziario che non può e non deve tornare a essere quello del passato. D'altro canto, proprio la pandemia, ha messo in luce l'utilità e l'importanza di sfruttare la tecnologia, che fino a quel momento era stata rifiutata in quanto considerata veicolo di insicurezza.