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www.leccesette.it, 9 febbraio 2015

 

Ispezione stamattina di una commissione del Partito Radicale per verificare le condizioni del carcere di Borgo San Nicola. Il senatore Perduca: "La situazione migliora, ma è ancora critica". Ispezione questa mattina nel carcere di Lecce di Borgo San Nicola di una commissione composta dai Radicali e dell'associazione "Nessuno tocchi Caino".

Obiettivo: verificare le condizioni di detenzione e l'allineamento con gli standard imposti dalla sentenza Torreggiani, che ha condannato l'Italia per la violazione dell'art. 3 della Convenzione europea dei diritti umani. In vigore fin dal gennaio 2013, questa storica sentenza impone difatti determinati criteri per la detenzione, con l'obiettivo di garantire ai detenuti adeguate condizioni di esistenza.

Spiega all'uscita da Borgo San Nicola Marco Perduca, già senatore della Repubblica, eletto nel Pd in quota Radicali: "Nonostante le condizioni vadano lentamente migliorando, ancora siamo molto al di sotto di quanto richiesto dalla legge. Siamo a 1.013 detenuti contro i 630 possibili.

Meglio dello scorso anno, ma comunque in una condizione di affollamento. Le nuove politiche carcerarie, che permettono ai detenuti di uscire dalla propria cella dalle 8 fino alle 18 - permettendo così delle interazioni sociali - hanno disteso il clima e alleggerito la pressione sui detenuti, ma ancora c'è molto da fare. Non dimentichiamo inoltre la grave carenza di organico tra le guardie carcerarie, utilizzate per il 15% in funzioni di accompagnamento. Il risultato è che la notte 30 agenti devono badare a circa mille persone".

Una condizione comunque estremamente difficile, su cui pesa soprattutto il nodo dolente, l'assistenza sanitaria e il diritto alla cura: "La sanità rimane il punto debole del carcere di Lecce. Molto più che in altre realtà. I problemi sull'assistenza persistono e a breve - sempre che non vengano concesse ulteriori proroghe - la chiusura degli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari, ndr) porrà nuovi problemi, con l'arrivo a borgo San Nicola di nuovi detenuti dai bisogni di cura speciali".

Nonostante lo sforzo dell'amministrazione penitenziaria, anche i progetti di inclusione sociale non sono sufficienti: "Mancano i fondi" continua Perduca, "per cui con i progetti riesce ad essere coinvolto appena il 10% dei detenuti". Per quel che riguarda affollamento e composizione, i dati leccesi sono comunque nella media nazionale: circa 1/3 dei detenuti non sono italiani, altrettanto non ha ancora ricevuto la sentenza definitiva.

Il giro ispettivo, prima di Lecce, ha toccato altre città italiane, dal Nord a Sud. Al termine, i dati saranno raccolti e inviati al Consiglio d'Europa, per comporre un resoconto nazionale. Della delegazione, oltre allo stesso senatore Perduca, hanno fatto parte anche Giuseppe e Ada De Matteis, della sezione leccese di "Nessuno tocchi Caino".