sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

lecceprima.it, 9 gennaio 2026

Incontro tra la direzione strategica di Asl, la direttrice della casa circondariale e il deputato Stefanazzi. Illustrate le misure già varate per implementare l’organico di medici e infermieri. Un vertice per fare il punto sulle criticità del servizio sanitario all’interno del carcere, ma anche sulle misure già messe in campo per arginarle. Questa mattina, c’è stata una riunione alla quale ha partecipato la direzione strategica di Asl Lecce, la direttrice del penitenziario, Maria Teresa Susca, e il deputato Claudio Stefanazzi che il 13 dicembre scorso ha fatto una visita nella casa circondariale di Borgo San Nicola, accompagnato dal direttore del Dipartimento di prevenzione, Alberto Fedele, mentre all’esterno della struttura i volontari che operano in carcere manifestavano preoccupazione e solidarietà sia nei confronti dei detenuti, sia della polizia penitenziaria e del personale medico, infermieristico e amministrativo. La carenza degli organici è, infatti, un tema cruciale che investe tutte le professionalità impegnate nella dimensione carceraria.

Per quanto di propria competenza, oggi Asl ha ricordato il conferimento, formalizzato a maggio, di incarichi a tempo determinato a quattro psicologi e la recente pubblicazione di un avviso pubblico destinato ai laureati in Medicina e Chirurgia e a medici già in pensione. Al bando hanno risposto in nove, con quattro disponibilità effettive all’assunzione dell’incarico.

Nello stesso mese è stato poi pubblicato un avviso per la figura di responsabile della struttura semplice di Medicina penitenziaria, aperto anche agli specialisti ambulatoriali. In attesa del nullaosta da parte delle rispettive scuole di specializzazione, ci sono poi sei specializzandi in psichiatria. Nel corso del 2025, inoltre, sono stati assegnati all’istituto penitenziario 25 infermieri, mentre un collaboratore amministrativo è di prossima nomina per il supporto delle attività medico legali. Durante l’incontro, infine, sono state discusse le condizioni necessarie per l’avvio, all’interno del carcere, di un corso per operatori socio sanitari rivolto ai detenuti. In questo modo si darebbe una veste formale e un percorso professionalizzante alle attività di assistenza e caregiving già offerte da alcuni detenuti.