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lecceprima.it, 1 maggio 2020


L'azione legale, sostenuta da "Nessuno tocchi Caino", diretta al premier, al ministro della Giustizia e al sindaco di Lecce. Due avvocati leccesi presentano un class action, un'azione legale collettiva, contro il sovraffollamento carcerario nel tempo dell'epidemia Covid-19.

Preoccupati per l'alto rischio di contagi fra i corridoi e le celle dell'istituto penitenziario di Lecce, Giuseppe Napoli e Giuseppe Talò, con il patrocinio della Ong "Nessuno tocchi Caino", hanno promosso l'iter legale per ottenere il rispetto delle misure igienico sanitarie nel carcere di Borgo San Nicola. L'iniziativa è stata diretta al presidente del Consiglio dei ministri, al ministro della Giustizia e al sindaco di Lecce, è determinata proprio dalla constatazione di come la pandemia, nel contesto del sovraffollamento carcerario, possa costituire una grave minaccia.

Gli spazi detentivi delle strutture carcerarie non consentirebbero, secondo i due avvocati del Foro di Lecce, di garantire l'applicazione delle norme di sicurezza igienico-sanitarie imposte dal Governo per l'intero territorio. "Il carcere leccese, secondo le ultime stime, a fronte di una capienza regolamentare di 660 detenuti ne accoglie mille e 120. Si tratta di un tentativo di dialogo volto all'affermazione dei principi di legalità e di tutela dei diritti umani che in carcere sono a maggior rischio stante la pandemia in atto. L'endemica situazione di sovraffollamento è un rischio concreto per la salute dei detenuti e degli operatori penitenziari e comprime i principi di uguaglianza dei diritti e di non discriminazione sanciti dalla Costituzione e dai trattati internazionali", scrivono in una nota i due legali.