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lecceprima.it, 15 aprile 2026

Presentato in prefettura il progetto “Io Salvo”: formazione in carcere e inserimento negli stabilimenti balneari. Il modello può essere esteso ad altri settori del territorio. Tredici detenuti della casa circondariale di Lecce sono a un passo dal conseguire il brevetto di assistente bagnanti con la prospettiva di essere impiegati già nella prossima stagione estiva sul litorale del capoluogo. È l’esito del progetto “Io Salvo”, presentato questa mattina in prefettura, che punta a coniugare formazione professionale e reinserimento sociale in un settore alle prese con carenza di personale qualificato. L’iniziativa nasce da una rete interistituzionale che ha coinvolto direzione del carcere, Asl Lecce, capitaneria di porto e operatori del comparto balneare.

I 13 detenuti hanno seguito un percorso formativo che li porterà a ottenere un titolo riconosciuto a livello nazionale, grazie anche a una deroga concessa dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le assunzioni, già prospettate da alcuni imprenditori delle marine leccesi, dovrebbero concretizzarsi a breve.

Il prefetto Natalino Manno ha definito il progetto una “best practice” fondata sulla possibilità di riscatto attraverso il lavoro, sottolineando il valore del coinvolgimento diretto delle imprese. Un modello - ha aggiunto - che potrebbe essere replicato anche in altre zone del Paese e in altri comparti nei quali è difficile trovare la manodopera, come il turismo alberghiero e l’agricoltura (ovviamente questo è un tema che ha a che fare anche con le condizioni retributive). La direttrice della casa circondariale, Maria Teresa Susca, ha confermato la centralità del lavoro nei percorsi trattamentali: l’obiettivo è offrire competenze spendibili e ridurre il rischio di recidiva. Hanno partecipato all’incontro anche la garante dei diritti dei detenuti, Maria Mancarella, e la professoressa Marta Vignola, delegata per il polo penitenziario universitario.

Il coinvolgimento dell’Asl, rappresentata in conferenza dal commissario straordinario Stefano Rossi, ha riguardato sia il supporto sanitario sia l’ipotesi di ulteriori attività formative. Il progetto, come ha ricordato il presidente di Confimprese Demaniali, Mauro Della Valle, è nato da una giornata di reclutamento organizzata in carcere e ha già attirato richieste dal territorio: il Comune di Melendugno, ad esempio, ha manifestato interesse per l’impiego di ulteriori almeno 20 ulteriori unità. Nei prossimi giorni i corsisti affronteranno le prove pratiche, tra cui l’utilizzo del defibrillatore, e la prova finale a San Cataldo.