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lecceprima.it, 28 maggio 2021


Lo annuncia Maria Mancarella, garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Una campagna informativa per convincere chi ancora non ha prestato consenso. Entro la giornata di oggi si dovrebbe arrivare a coprire con la vaccinazione l'80 per cento dell'intera popolazione detenuta nel penitenziario di Borgo San Nicola. Lo annuncia Maria Mancarella, garante dei diritti delle persone private della libertà personale della città di Lecce, esprimendo soddisfazione per l'andamento.

"Il 25 maggio sono stata nel carcere di Lecce per fare il punto sulla situazione vaccinale", spiega Mancarella. "Ho parlato con il comandante della Polizia penitenziaria che ha condiviso con me il prospetto della situazione delle vaccinazioni sezione per sezione. Il programma di vaccinazione ha avuto una accelerata nei primi giorni di maggio. Dopo la breve interruzione della fine di aprile, le vaccinazioni sono infatti riprese regolarmente al ritmo di 60/70 al giorno".

"L'arrivo del vaccino Pfizer-BioNTech, che è quello utilizzato al momento, ha diminuito il numero delle rinunce e stemperato le diffidenze purtroppo generate dal vaccino di Astrazeneca", aggiunge la garante, che aggiunge: "Le persone vaccinate superavano il 73 per cento e, sulla base delle adesioni già espresse, si arriverà entro giovedì 27 maggio a coprire l'80 per cento dell'intera popolazione detenuta.

Resta, dunque, una porzione del 20 per cento e riguarda in particolare quella fetta che non ha prestato consenso. Per arrivare a quella quota, è prevista, come già avvenuto dopo il primo turno di vaccinazioni, un'attività di presentazione dei vantaggi che si ottengono dall'immunità grazie ai sieri. L'obiettivo è arrivare entro la fine di giugno ad una copertura del 90 per cento, vicina a quella degli operatori penitenziari che è del 92 per cento, e di aprire ai colloqui con i familiari in presenza, se pur dimezzando il numero delle postazioni in ogni singola sala.

"Ho poi parlato con i medici e gli infermieri che stanno effettuando le vaccinazioni e con alcuni detenuti appena vaccinati", prosegue la garante. "Ho trovato persone attente, impegnate nel loro lavoro e giovani detenuti consapevoli dell'importanza della vaccinazione soprattutto al fine di rendere più facile e più vicino il rientro del mondo esterno nel carcere. Esprimo pertanto la mia soddisfazione per il risultato ottenuto: le difficoltà e i problemi di un carcere grande, superaffollato come quello di Lecce sono tantissimi e non sempre facili da affrontare e risolvere, ma almeno questa volta possiamo dire che l'obiettivo sia stato raggiunto".

"Vaccinare celermente tutta la popolazione detenuta e tutti gli operatori penitenziari - conclude Maria Mancarella - è principio di equità sociale fondamentale, anche in considerazione del fatto che si tratta di gruppi sociali particolarmente a rischio per le note situazione di sovraffollamento e di difficile accesso al servizio sanitario ma anche perché con i vaccini il carcere può tornare a vivere".