di Daniele De Salvo
Il Giorno, 21 agosto 2026
La visita all’istituto di reclusione del consigliere regionale Dem Gian Mario Fragomeli. La prigione ospita 93 detenuti rispetto ai 53 posti regolamentari. Sovraffollato e caldo. I reclusi nel carcere di Pescarenico di Lecco sono quasi il doppio di quanti dovrebbero essere. Sono 93 rispetto ai 53 che dovrebbe essere in base ai posti regolamentari disponibili. Inoltre le celle e gli altri ambienti in cui sono confinati sono roventi: aggravi di pena assolutamente non dovuti e inaccettabili per detenuti che tra l’altro in molti casi non sono stati condannati in via definitiva perché in attesa di giudizio. Non dipende da chi lo gestisce, ma appunto dal numero di detenuti e dalle limitazioni strutturali dell’edificio adibito a casa circondariale, che è un ex convento di inizio Novecento convertito poi in penitenziario.
A rivelare le condizioni in cui sono costretti i detenuti lecchesi è il consigliere regionale dem Gian Mario Fragomeli, al termine dell’ultimo sopralluogo compiuto nei giorni scorsi. Rispetto alle precedenti ispezioni ha comunque notato dei miglioramenti. “Non è certo la prima volta che mi reco nella casa circondariale di Lecco, anzi, ci vado con una certa frequenza - riferisce il consigliere lombardo del Pd -. Al netto del sovraffollamento che non mi aspettavo, addirittura al doppio della capienza, devo dire che comunque, anche grazie alla direttrice Luisa Mattina, ho notato dei miglioramenti, soprattutto per quanto riguarda la socializzazione e le attività formative”.
Gli agenti di Polizia penitenziaria sono 45, a pieno organico, come i 2 educatori, mentre gli amministrativi sono la metà, cioè 7 invece che 14. “Raddoppiare le presenze porta maggiori difficoltà per chi lavora a Pescarenico - prosegue il dem -. Non solo nel carcere di Lecco, ma ovunque, se medici, educatori e operatori in genere sono tarati sulla capienza e non sui numeri reali, le difficoltà ci sono”. I miglioramenti però appunto ci sono: l’implementazione degli spazi comuni, di quelli all’aperto, della palestra, dell’area per gli incontri e i colloqui con i familiari; è stato tutto ritinteggiato, sistemato e reso visivamente più gradevole. Spazi più gradevoli e accoglienti, socializzazione e formazione tuttavia non bastano.
“Certamente, con il caldo la vivibilità è al limite, il sovraffollamento più il grande calore fanno sì che non bastino i ventilatori - denuncia Gian Mario Fragomeli -. Quanto meno, ho rilevato che i tempi di apertura diurni delle celle permettono ai detenuti di spostarsi nei corridoi, nella palestra, in altri spazi e questo con le temperature così alte aiuta”. I detenuti a Pescarenico sono molto giovani, poco meno della metà sono stranieri. “Mi ha colpito la grandissima presenza giovanile - aggiunge il consigliere regionale -. Non mi stupisce, perché sono in aumento i reati predatori e di strada di cui i giovani sono protagonisti e che provocano anche una maggiore carcerazione”.










