di Andrea Besati
laprovinciaunicatv.it, 8 novembre 2026
Inaugurata all’incrocio tra corso Carlo Alberto e via Cesare Beccaria la terza installazione del progetto promosso dalla Fondazione Pontificia Gravissimum educationis. Monsignor Davide Milani: “Se le carceri stanno bene, la società sta bene”. “Se le carceri stanno bene la società sta bene”. Monsignor Davide Milani, segretario generale della Fondazione Pontificia Gravissimum educationis, è stato tra i registi del coinvolgimento di Lecco, città in cui è stato a lungo prevosto, nel progetto delle “Porte della speranza”, promosso dalla stessa fondazione con il patrocinio di Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e in collaborazione con il dipartimento di amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia.
L’installazione lecchese, inaugurata oggi di fronte al carcere di Pescarenico, è la terza realizzata grazie a quest’iniziativa ed è stata curata da Joseph Grima. “L’arte non è qualcosa di effimero. Il suo compito è trasfigurare qualcosa di comune e farlo diventare qualcosa di grande” ha aggiunto Monsignor Milani durante la presentazione, ricordando anche come la porta simboleggi “un’idea di casa”.
L’installazione è stata posata all’incrocio tra corso Carlo Alberto e via Cesare Beccaria. “La Porta della Speranza - ha aggiunto Luisa Mattina, direttrice della casa circondariale - ci ricorda che il reinserimento delle persone detenute e la sicurezza sociale sono responsabilità condivise e che la speranza non è attesa passiva, ma una scelta di continuare a costruire anche quando il percorso è difficile. Per questo l’inaugurazione non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso fatto di relazioni, collaborazioni e opportunità concrete, finalizzate a restituire alla società persone più consapevoli e a non rinunciare mai all’idea che il cambiamento sia sempre possibile”.
Il Progetto “Porte della speranza” è realizzato dal comitato Giubileo Cultura Educazione e Rampello & Partners, con il contributo di Fondazione Cariplo e con il supporto di Fondazione Enaip Lombardia ETS. All’installazione lecchese hanno contributo alcune imprese come Colombo Costruzioni e Porfido Pedretti mentre l’accompagnamento musicale durante il taglio del nastro è stato affidato al coro Sol Quair.
“Il nostro obiettivo - ha spiegato Massimo Parisi, vicecapo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia - è alimentare una diversa cultura dell’esecuzione penale. È necessario attivare dei percorsi che coinvolgano i detenuti sul territorio. Un reinserimento riuscito è anche un problema in meno di sicurezza”.
A questo proposito, la direttrice Mattina ha ricordato il protocollo firmato recentemente con il centro dell’impiego della Provincia di Lecco, rappresentata durante la mattinata dal consigliere Antonio Pasquini. Oltre ai comandanti di Carabinieri e Guardia di finanza erano presenti il Prefetto Paolo Ponta, i consiglieri regionali Mauro Piazza e Giacomo Zamperini e l’assessore al Welfare del Comune Emilio Minuzzo il quale a sua volta ha ricordato come “la casa circondariale sia parte integrante della città”.









