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di Marzia Paolucci


Italia Oggi, 17 febbraio 2020

 

Tim e ministeri insieme: coinvolti 400 formatori, pmi, dipendenti. In un quadro che ci vede ancora indietro nelle classifiche europee per l'utilizzo dei servizi digitali nonostante l'elevato livello di infrastrutture, parte "Operazione risorgimento digitale".

Un progetto di educazione digitale rivolto ai detenuti e itinerante per 107 province italiane firmato il 6 febbraio 2020 dal capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del ministero della giustizia, Francesco Basentini e dal Chief public affair officer di Tim, Alessandro Picardi. Coinvolti 400 formatori, un milione di cittadini, piccole e medie imprese e dipendenti pubblici. Una partnership tra pubblico e privato per l'avviamento durante la detenzione di percorsi di formazione professionale e di orientamento alle competenze digitali in linea con le ultime tendenze tecnologiche utili al loro reinserimento nel mercato del lavoro.

La prima applicazione dell'intesa prevede la partecipazione di detenuti della Casa di reclusione di Milano Opera allo svolgimento di attività di formazione professionale e assistenza tecnica sui prodotti di rete fissa commercializzati da Tim grazie a un accordo che Tim ha siglato con la società Service Trade.

Il progetto si rivolge a detenuti selezionati tra quelli a bassa pericolosità e con pene ridotte, dopo un periodo di affiancamento finalizzato a renderli del tutto indipendenti nello svolgimento dell'attività, avrà inizio il lavoro di assistenza tecnica vera e propria. Ma l'iniziativa lanciata a via Arenula il 6 febbraio scorso fa parte di un progetto più ampio lanciato da Tim verso il mondo dell'industria, delle istituzioni, dell'associazionismo di categoria e del terzo settore per dare la possibilità a tutti di diventare "cittadini di internet".

Il progetto realizzato in collaborazione con la Commissione europea e la Polizia di stato con la partecipazione degli operatori della polizia postale e delle comunicazioni aderisce al Manifesto della repubblica digitale promosso dal ministro dell'innovazione e ha il patrocinio dell'Anci. In particolare hanno aderito Google, Cisco, Hewlett Packard Enterprise, Huawei, Zte, Lenovo, Samsung, Nokia, Ericsson, Accenture, Engineering, Ntt Data, Dell, Qualcomm, Oppo, Sap, Adobe, Manpower, Xiaomi, Arthur D. Little, Pricewaterhouse-Coopers, Boston consulting group oltre a Inwit e Olivetti. L'iniziativa ha inoltre ottenuto il sostegno di associazioni di categoria, terzo settore e importanti attori nel campo dell'innovazione sociale che affiancheranno Tim nel percorso di trasformazione digitale del paese mettendo a disposizione competenze e know-how specifici.

Un programma formativo che prevede anche l'aggiornamento digitale dei dipendenti dei ministeri coinvolti: pubblica amministrazione, istruzione e della stessa giustizia. Il progetto "Operazione risorgimento digitale", partito l'11 novembre da Marsala, ha attraversato fi no ad oggi tutte le province siciliane e ora sta percorrendo la Calabria per un totale di quattro settimane di corsi in ciascuna città toccata dal tour: la prima settimana con 10 brevi sessioni formative da meno di un'ora per imparare ad utilizzare i principali servizi digitali e le tre settimane successive con un programma di 3 moduli da 2 ore per navigare e trovare informazioni online, comunicare, condividere informazioni online.

Dal 24 febbraio, diventano così tre ogni settimana le "scuole di Internet" per raggiungere simultaneamente tre città di regioni diverse, grazie all'impiego di due nuove "scuole mobili" che si andranno ad aggiungere a quella attualmente già utilizzata nelle piazze.

È possibile iscriversi ai corsi e chiedere ulteriori informazioni sia attraverso il numero verde dedicato 800 860 860 sia online sul sito https://operazionerisorgimentodigitale.it/ arricchitosi di nuovi contenuti e dell'accesso alle video-pillole "Lezioni di Internet in 100 secondi" di Salvatore Aranzulla, famoso divulgatore di temi tecnologici: connessione e Wi-Fi, browser di navigazione, ricerche online, invio di e-mail, utilizzo dei social network, applicazioni, Spid e servizi di e-government, home banking.