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di Giovanni Negri

Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2023

Con la sentenza n. 20210 la Corte di cassazione ha stabilito che la causa di estinzione del reato, introdotta nel 2017, non si applica ai correi. La causa estintiva favorisce il risarcimento del danno e chi ripara interamente il danno causato dalle proprie azioni od omissioni rende manifesto il ravvedimento e la minore pericolosità sociale.

La sentenza conferma la condanna per truffa a uno dei corresponsabili. La difesa aveva sollevato questioni di disparità di trattamento, ma la Cassazione respinge tali argomenti. La causa estintiva ha una natura soggettiva e non può essere paragonata alla causa di non punibilità per tenuità del fatto. Le norme che prevedono un’efficacia oggettiva della causa estintiva non sono un termine di paragone adeguato. Il diritto di difesa non viene compromesso e può essere pienamente applicato.