di Patrizia De Rubertis
Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2025
I diritti che la legge prevede, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) cancella con un colpo di spugna. È accaduto con i permessi e con i congedi straordinari previsti dalla legge 104 del 1992 e che poi sono stati estesi in favore dei lavoratori nel caso delle unioni civili. In altre parole, dopo aver equiparato le unioni civili ai matrimoni, è stato garantito a entrambi i partner dello stesso sesso i diritti previsti per l’assistenza al coniuge. E questo ha incluso anche i permessi per assistere i parenti del partner nel caso dei lavoratori del settore privato attraverso una circolare ad hoc prevista dall’Inps nel 2022.
Una premessa necessaria per capire ora la portata della decisione presa dal Dap che lo scorso 7 ottobre - denuncia Florindo Oliverio, segretario nazionale Fp Cgil - ha inviato una circolare interna, spiegando che “nonostante la legge abbia regolamentato le unioni civili dello stesso sesso, ora è stato invece deciso che questi benefici non siano più previsti per chi lavora nelle e per le carceri”.
La motivazione scritta è che “la disposizione non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella legge” che fa riferimento alla 76/2016 che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso. “È evidente che al ministero della Giustizia - dice Oliverio - ci sia una pressione fortissima in atto per affossare i diritti dei lavoratori, impedendo addirittura un diritto normato per legge e per contratto. È inaccettabile che si faccia implodere un dicastero dove la politica si sostituisce alla competenza e alla responsabilità della dirigenza che risulta sempre più sottomessa. Dobbiamo credere che questa forte pressione faccia compiere addirittura degli errori così grossolani”.
Il riferimento normativo della circolare interna riguarda, infatti, una circolare Inps che però è relativa ai dipendenti privati e non ai lavoratori pubblici, disattendo quello tutto quello che è tra l’alto riportato nel contratto collettivo del lavoro del pubblico impiego dove espressamente è scritto che si può usufruire del beneficio di legge senza distinzione di sesso.
Nelle scorse ore, la Fp Cgil ha avuto un’interlocuzione con i vertici del Dap ai quali non è rimasto altro che temporeggiare, spiegando che in base alla denuncia del sindacato attiveranno una procedura per chiedere spiegazioni all’ufficio legislativo. Intanto si continueranno a negare i permessi previsti dalla legge 104.











