di Paola Di Caro e Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 14 agosto 2024
L’ipotesi dell’incandidabilità solo dopo la condanna in appello. Pd contro Nordio sulle carceri; Giulia Bongiorno: “Serve un intervento”. Un Ferragosto dedicato a un’iniziativa che ha anche un titolo, “Estate in carcere”, e un lavorio sotterraneo perché la riforma della Giustizia non si fermi al decreto varato dal governo ma, come annunciato dal ministro Nordio nella sua intervista al Corriere, si vada oltre. Dal Pd il giudizio è negativo: “L’intervista conferma quanto questo governo non voglia e non sappia affrontare il tema dell’emergenza carceri. Suicidi, sovraffollamento, condizioni difficilissime per la stessa polizia penitenziaria. L’occasione era il decreto Carceri, un guscio vuoto che governo e Nordio si sono però rifiutati di migliorare”.
È attivissima Forza Italia - martedì Maurizio Gasparri era a Favignana in “missione ispettiva” (ma ci saranno visite in varie carceri anche di esponenti di Avs, di Renzi e Giachetti, dei Radicali) - e non si limita al tema delle condizioni di detenzione. Come annuncia anche il responsabile dei dipartimenti azzurri Alessandro Cattaneo “alcuni aspetti della legge Severino sono da superare”. Se ne parlerà a settembre e per ora non sembrano esserci testi scritti. FdI è molto rigida mentre la Lega è possibilista, come conferma Giulia Bongiorno: “Serve un intervento”.
Quello che davvero vorrebbero gli azzurri sarebbe cancellare tout court la custodia cautelare per gli accusati di corruzione. Impossibile si arrivi a tanto, ma punti di possibile mediazione esistono, come conferma il sottosegretario di FdI Andrea Delmastro quando apre: “Che ci sia un tema di bilanciamento fra amministratori locali e deputati, è evidente. Ed è vero che un intervento a gamba tesa della legge, senza neanche la seconda sentenza di merito, costituisce un problema”. E dunque, un primo punto di incontro potrebbe prevedere una sorta di “motivazione rafforzata” del giudice per chi, accusato di corruzione, debba sottostare alla custodia cautelare. Insomma, devono esserci motivi gravi.
Sulla Severino, il possibile compromesso potrebbe essere quello di escludere l’incandidabilità per chi non sia condannato almeno in appello. Non più solo in primo grado, quindi. Sarebbe un passo gradito a FI. Infine, sul sovraffollamento delle carceri, Nordio ha spiegato che con rimpatri di stranieri si potrebbero avere migliaia di detenuti in meno. È estremamente difficile perché oltre ad accordi con i singoli Paesi serve anche il sì del detenuto, che raramente arriva. E allora si sta valutando l’ipotesi di abolire la richiesta di assenso.











