di Giovanna Casadio
La Repubblica, 4 maggio 2021
L'ex parlamentare ed ex governatore della Puglia si racconta: "Il centrosinistra allora non era pronto, non ebbe il coraggio necessario: qualcuno ora dovrebbe dire 'Scusate il ritardo'. Ma sono ottimista". "Era il 1996, ero il primo deputato dichiaratamente gay e presentai la prima proposta di legge per estendere la legge Mancino alle discriminazioni omofobe...". Nichi Vendola, leader della sinistra, ex governatore della Puglia, si racconta. Ricorda le tappe della battaglia: "Il centrosinistra allora non era pronto, non ebbe il coraggio necessario: ci è voluto un quarto di secolo per arrivare all'appuntamento e qualcuno dovrebbe dire "Scusate il ritardo". Di omofobia Vendola è stato vittima. Ma si dice ottimista: "Nessuno può fermare il sentimento che sta crescendo attorno a questa battaglia".
Vendola, sembrava quasi fatta per la legge contro l'omofobia con l'approvazione alla Camera nel novembre scorso, se lo aspettava uno scontro ancora così aspro?
"Per secoli l'omosessualità è stata stigmatizzata, vietata, derisa, lapidata. E l'omofobia è stata un fondamento delle credenze religiose e dei costumi sociali. Dai roghi medievali comandati dalla Santa Inquisizione fino al confino alle Isole Tremiti comandato dal fascismo, dal carcere vittoriano per Oscar Wilde fino alla persecuzione giudiziaria di Aldo Braibanti o Pasolini, la paura e l'orrore per le diversità hanno prodotto ogni sorta di violenza. Una violenza che si è fatta senso comune, che si è radicata nel linguaggio e nella routine delle prassi discriminatorie. Non mi stupisce dunque la virulenza di questo scontro. Perché non è in gioco solo il diritto di una minoranza a non essere offesa e prevaricata, ma è in gioco il diritto di tutti e di tutte al rispetto e alla dignità".
La prima proposta di legge contro l'omofobia finì nel nulla?
"Era il 1996, presentai la prima proposta per estendere la legge Mancino alle discriminazioni omofobe, ero il primo deputato dichiaratamente gay della storia italiana eletto con quel partito (Rifondazione comunista) che poi avrebbe portato in Parlamento anche una lesbica e una transgender. Ma il centrosinistra non era pronto: ci è voluto un quarto di secolo per arrivare all'appuntamento. Qualcuno dovrebbe dire come in quel bel film di Troisi: "Scusate il ritardo!"
Che tempi erano?
"Erano tempi di grandi speranze ma il centrosinistra non ebbe il coraggio necessario sia in termini di avanzamento sul terreno dei diritti civili, sia in termini di riforme sociali capaci di rompere l'egemonia liberista".
Di omofobia è stato vittima?
"Basta una navigazione veloce nei siti dei tradizionalisti, una lettura fugace a certa pubblicistica che profuma di olio di ricino, e può farsene una idea. Quando è nato mio figlio si è scatenata la Vandea, con uno spettacolare capovolgimento dell'accusa: prima, da gay, ero un attentato alla riproduzione della specie; poi ero inevitabilmente un pedofilo (accusa per la quale ho vinto svariate cause in svariati tribunali); poi, da padre, diventavo un ladro di bambini. Se ci pensa, il repertorio di questi moralisti a luci rosse non cambia mai: già nel primo Parlamento del Regno d'Italia non si poteva parlare di diritto di voto alle donne perché così si minacciava la famiglia, come con il divorzio, con l'aborto, con le unioni civili e così via".
Ma molto è cambiato...
"Si: è cambiato tutto e questi sepolcri imbiancati, le sentinelle della tradizione, sono furiosi perché hanno perso, perché quelli come me hanno detto: no, non ci accontentiamo di stare in un ghetto magari dorato, non chiediamo la vostra tolleranza, non abbassiamo lo sguardo, non saremo le icone del vostro disprezzo o della vostra pietà o delle vostre fobie. Siamo usciti alla luce del sole e nessuno più ci ricaccerà nell'ombra o dietro un filo spinato".
Salvini e Meloni non vogliono sentire parlare del ddl Zan. La destra è omofoba?
"La Lega di Salvini ha sdoganato l'estremismo nero, il partito della Meloni una parentela con l'eredità del fascismo ce l'ha nel proprio Dna. Sono omofobi e razzisti. Magari nei talk show fanno le Dame di San Vincenzo ma le loro formazioni e le loro classi dirigenti sembrano roba da Anni Venti (non quelli in corso, i precedenti...)".
Gli artisti si mobilitano, la politica annaspa? O questa è una rappresentazione di comodo?
"Diciamo che gli artisti hanno il dono della immediatezza e della passione civile: virtù che spesso latitano dentro i palazzi del potere".
Caso Fedez-Rai, che idea si è fatto?
"La solita censura, la solita Rai, le solite indignazioni postume".
Una legge anti omofobia ci sarà alla fine?
"Si, ci sarà. Nessuno può fermare il sentimento che sta crescendo attorno a questa battaglia".











