Il Dubbio, 2 agosto 2018
L'annuncio del Sottosegretario alla giustizia Morrone. Un intervento sulla legittima difesa "è qualcosa che ci chiedono i cittadini e va a garanzia di chi è stato vittima di un aggressione" in modo "da non diventare vittima anche dello Stato perché costretto a difendersi per anni in un'aula di tribunale": lo ha detto il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone intervenuto ieri a Milano Marittima (Ravenna) per la presentazione della festa della Lega Romagna. Il provvedimento "è già incardinato al Senato - ha concluso il parlamentare leghista - dove dall'8 ci saranno le prime audizioni".
In una nota Morrone, insieme al sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni, e alla deputata Anna Rita Tateo relatrice del provvedimento annunciano che "in commissione Giustizia alla Camera abbiamo dato il via all'iter parlamentare per impedire a quei criminali che compiono reati efferati di ottenere sconti di pena assolutamente inaccettabili. Rendere inapplicabile il rito abbreviato per reati violenti è da sempre una battaglia della Lega, che oggi abbiamo finalmente calendarizzato e sulla quale il Parlamento dovrà legiferare. Un'altra promessa fatta ai cittadini che portiamo avanti con orgoglio".
Di tenore opposto il giudizio di Gennaro Migliore, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera e del dem Andrea Giorgis: "La maggioranza legastellata è sorda alle preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini, ma sembra avere orecchie bene aperte verso la lobby delle armi".
Nonostante le denunce del Pd, è stato approvato in commissione un parere sul decreto legislativo che recepisce la direttiva 2017/ 883 relativa al "controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi, che indebolisce le garanzie a tutela della sicurezza dei cittadini contenute nel testo predisposto dal governo Gentiloni. In primo luogo - spiegano - si propone di rimuovere il divieto alla vendita di armi per corrispondenza e per contratto a distanza, che era stato introdotto per motivate preoccupazioni relative al pericolo che l'acquisto non adeguatamente controllato di armi potesse favorire l'accesso alle armi di potenziali terroristi.
In questa direzione, quella della precauzione, vanno tutte le scelte del decreto legislativo: l'obbligo di avvisare i congiunti conviventi del possesso di un'arma; il limite per l'acquisto di munizioni; la limitazione per armi da collezione che possono divenire letali con alcune modifiche e altro ancora". Per i due esponenti dem "è preoccupante che in un clima come quello che stiamo vivendo, si operi per favorire un vero e proprio far west. Facilitare la diffusione delle armi, così come invitare i cittadini a farsi giustizia da sé (modificando la disciplina sulla legittima difesa) aumenta solo i rischi di violenza e l'insicurezza di tutti i cittadini".










