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di Marta Serafini

Corriere della Sera, 20 luglio 2023

Il presidente egiziano Al Sisi ha concesso la grazia al ricercatore egiziano condannato ieri a 3 anni. La premier italiana: “Gli auguro una vita di serenità e successo”. A rendere noto della grazia sono state le autorità egiziane, secondo quanto confermano Reuters e Ansa. Concessa la grazia anche a Mohamed al-Baqer, l’avvocato di Alaa Abdel Fattah, il più famoso detenuto politico egiziano che si trova ancora in carcere, riferisce il quotidiano di Stato al- Ahram.

“Patrick Zaki ha ricevuto la grazia dal presidente della Repubblica egiziana. Io voglio ringraziare il presidente Al Sisi per questo gesto molto importante. Fin dal nostro primo incontro a novembre io ho posto la questione e ho sempre riscontrato da parte sua ascolto e disponibilità. Voglio ringraziare l’intelligence, i diplomatici, sia italiani che egiziani. Zaki domani (oggi) tornerà in Italia e io gli auguro dal profondo del cuore una vita di serenità e successi”, ha dichiarato la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio.

Zaki era stato condannato ieri a tre anni, per diffusioni di notizie false, sulla base di un articolo scritto nel 2019 sulla minoranza copta, un verdetto che ha spinto diversi esponenti dei diritti umani ad abbandonare il “dialogo nazionale” lanciato dal governo per dare voce a tutti. La sentenza della corte speciale non era appellabile e ieri Zaki era stato arrestato immediatamente nell’aula del tribunale e condotto in un commissariato di polizia a Mansoura New City dove aveva potuto incontrare solo la madre Hala. Dei 3 anni, avrebbe dovuto scontare ancora 14 mesi, dopo essere stato in cella per 22 dal febbraio 2020 al dicembre 2021.

Secondo fonti dell’Ansa “Zaki dovrebbe essere rilasciato già oggi”, o almeno “tutte le persone che beneficiano della grazia presidenziale vengono rilasciate lo stesso giorno. Il suo avvocato può andare a prenderlo in prigione o alla stazione di polizia dove è stato trattenuto”. Sempre all’Ansa uno dei legali del giovane, Samweil Tharwat, conferma che il rilascio “è previsto nelle prossime ore. Sua madre e suo zio si sono recati alla stazione di polizia di Nuova Mansoura per attendere il rilascio. Se Dio vuole, sarà a casa già oggi”.

Dopo la condanna, c’erano stati appelli per la grazia sia dal governo italiano che da quello statunitense. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato su Twitter: “Grazie alla politica estera del Governo abbiamo dato un contributo decisivo per liberare questo giovane studente. Risultati concreti attraverso il lavoro ed una credibilità internazionale”.

La notizia è stata accolta al Senato italiano con un lungo applauso. “Voglio esprimere la gioia di tutto il Senato per questo risultato. Voglio ringraziare tutti quelli che si sono spesi in questi anni per questo risultato. Ci tenevo ad esternarlo all’Assemblea”, ha detto il senatore del Pd Filippo Sensi interrompendo i lavori dell’Aula per comunicare all’Assemblea la notizia attesa da ieri. Un lungo applauso accompagnale sue parole. Si associa al pauso il senatore Giulio Terzi a nome di Fratelli d’Italia che intesta al governo il risultato: “grande soddisfazione - afferma Terzi - per l’importanza di un passo così decisivo”. “La grazia a Patrick Zaki è una bella notizia. In tante e tanti ci siamo mobilitati in questi anni per la sua libertà. Speriamo di riabbracciarlo presto e continueremo a lottare anche per le altre persone ingiustamente imprigionate e la piena verità e giustizia per Giulio Regeni”, ha sottolineato sempre su twitter, la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein.

“Se ieri era un giorno catastrofico oggi è un giorno di felicità. È importante che Patrick torni a essere libero. Auspichiamo, se questo provvedimento non lo contempla, anche che sia abolito il divieto di viaggio. E questa piazza che si sta riempiendo al Pantheon, se un’ora fa era preoccupata, ora è una piazza felice”, ha commentato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. Un messaggio di particolare gioia è arrivato dal r ettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari. “La notizia ci colma di gioia. Aspettiamo di conoscere i dettagli - prosegue - ma confidiamo che presto arriverà il momento che abbiamo aspettato tanto a lungo: riaccogliere Patrick a Bologna, nella sua Università, e dedicargli una grande festa di laurea che sarà idealmente una festa di tutta la città e di tutto il Paese”.

Le prime reazioni sono arrivate dai familiari del ricercatore “Lode e grazie Signore per tutti i tuoi doni e per la decisione di amnistia presidenziale per Patrick mio figlio, e ringrazio anche tutti i colleghi, amici e parenti per la loro nobile e onesta poesia con noi durante la nostra crisi, e auguro a tutti buona salute e successo”, ha commentato George Zaki, padre del ragazzo. La sorella Marise invece ha postato due cuori con il nome del fratello e di Mohamed al-Baqer, l’altro attivista graziato. In una lettera, questa mattina la fidanzata Reny aveva ricordato gli sforzi fatti da entrambi, la recente laurea all’Università di Bologna e il desiderio di sposarsi in settembre. “E’ una notizia bellissima, lo meritava tantissimo, adesso lo aspetto a Bologna a braccia aperte”, ha gioito Rafael Garrido Alvarez, compagno di studi e grande amico di Patrick Zaki.

Negli ultimi mesi l’Egitto, agli ultimi posti nella classifica del rispetto di libertà di parola insieme ad Arabia Saudita, Turchia e Cina, ha graziato dozzine di detenuti, dopo che la costante violazione dei diritti umani è finita sotto i riflettori in occasione della Cop27, la conferenza sul clima ospitata a Sharm el Sheik. Il governo egiziano ha incessantemente messo a tacere i dissidenti e represso le organizzazioni indipendenti per anni con arresti, detenzioni, pene detentive e altre restrizioni. Secondo le stime dei gruppi per i diritti, migliaia di prigionieri politici restano in custodia in Egitto, molti dei quali ancora senza processo. E non solo. Secondo la denuncia delle ong, a fronte della grazia concessa, sono stati migliaia i nuovi arresti e sono state inaugurate nuove carceri.

Dopo la notizia della condanna di Zaki diversi avvocati per i diritti umani e leader di partiti liberali si erano ritirati dalla piattaforma di dialogo nazionale per protesta. Martedì sera, la coordinatrice del dialogo nazionale, Diaa Rashwan, capo dei servizi di comunicazione dello Stato, aveva a sua volta chiesto il “rilascio immediato” di Patrick Zaki per dimostrare ancora una volta “il continuo impegno del presidente” per “una positiva clima per il successo del dialogo nazionale”. Diverse settimane fa aveva già chiesto ai giornalisti la liberazione di Mohamed el-Baqer, anch’egli condannato a quattro anni di carcere per diffusione di notizie false.