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di Caterina Stamin

La Stampa, 11 luglio 2022

I media: “Un nuovo Regeni?”. Non ci sono tracce del giovane 27enne dall’agosto scorso. Svuotato il suo conto al bancomat. La famiglia: “Le autorità francesi ed egiziane avvisate, ma finora non hanno informazioni”.

Un mistero senza risposta da quasi un anno, che ricorda a tratti la storia di Giulio Regeni, il ricercatore friulano scomparso in Egitto nel gennaio 2016. Stavolta si tratta di uno studente di storia francese, Yann Bourdon, che secondo quanto segnala la famiglia sui social sarebbe scomparso da agosto scorso al Cairo. “Zaino sulla schiena, scarpe da trekking ai piedi, stava girando l’Europa da solo, prima di arrivare fino al Cairo”, racconta la sorella, che comunica di non averne notizie da oltre un anno. Affidato a Facebook l’appello per ritrovare il fratello: “Vi chiedo aiuto”.

Le tappe della vicenda: la ricostruzione della famiglia - Il 27 giugno la famiglia ha denunciato la scomparsa del giovane su Facebook, creando un’apposita pagina intitolata “Scomparsa di Yann Bourdon al Cairo, in Egitto”. “Ciao a tutti, Yann Bourdon è scomparso al Cairo la scorsa estate”, si legge nella didascalia del post. Poi la ricostruzione delle ultime tappe del viaggio del giovane: “Yann ha fatto un giro dell’Europa a piedi, poi i suoi passi lo hanno portato in Egitto. È arrivato a Sharm el-Sheik il 25 luglio 2021, prima di raggiungere la capitale egiziana il 27 luglio. Il 28 andava a visitare il quartiere Copte o il museo del Cairo. Il 4 agosto 2021, Yann ha promesso a sua sorella di aggiornarlo presto”. Aggiornamenti che, stando a quanto riferito, non sono mai arrivati. “Dato che non abbiamo avuto notizie, Yann è scomparso - conclude il post della famiglia -. Le autorità francesi ed egiziane sono state avvisate, ma finora non hanno informazioni”. Da qui la decisione di puntare sul potere di condivisione dei social nella speranza di poter riabbracciare il figlio e il fratello.

L’appello della sorella: “Aiutateci” - Il post ha rapidamente raggiunto le 400 condivisioni. Solo quattro giorni fa un altro appello, stavolta firmato dalla sorella di Yann, Wendy. “Caro Network, mio fratello Yann è scomparso al Cairo, Egitto da quasi un anno” scrive la giovane, che lo descrive con “zaino sulla schiena, scarpe da trekking ai piedi”. “Stava girando l’Europa da solo - spiega -, prima di arrivare fino al Cairo. Di fronte alla mancanza di risposte, stiamo lanciando una chiamata per testimoni, una richiesta di aiuto. Ecco perché oggi vi chiedo aiuto, attraverso il vostro potere sulle reti: iscrivetevi, ci aiuterebbe, su Facebook, Instagram o anche Twitter. Grazie a tutti in anticipo per l’aiuto che potete darci”. Nell’ultima riga, quattro parole per il fratello: “Prenditi cura di te”. Anche sotto questo post commenti di vicinanza e promesse di condivisione dell’appello.

I media - Oggi, con un video postato su Twitter, è stato un media di opposizione al governo egiziano, Rassd, a far luce sulla vicenda. Yann Bourdon stava compiendo un “tour mondiale”, scrive Rassd, e prima di giungere al Cairo aveva attraversato Europa e Turchia, come scritto di recente dal sito della tv francese Rtl. Dal novembre scorso “in Egitto è stata aperta un’inchiesta, per il momento senza esito”, ha aggiunto il sito, riferendo che anche il ministero degli Affari esteri francese sta seguendo caso.

Rassd riprende poi un appello della madre, aggiungendo che la donna non crede in una sparizione volontaria. Riferisce, inoltre, citando il resoconto di Rtl, che “il conto in banca” del giovane è “stato svuotato presso un bancomat nel centro del Cairo”. “Non mi sembra assolutamente possibile - sono le parole della donna riportate da Rassd - che abbia deciso di tagliare i ponti e isolarsi per mesi senza dirmi ‘non mi sentirai’”. “Quando Bourdon arrivò in Egitto, era già passato più di un anno da quando aveva sospeso gli studi”, riferisce Rtl. “Capelli incolti e barba folta, sbarca nella località balneare di Sharm el-Sheikh poi fa l’autostop al Cairo. Dorme in un ostello”, viene aggiunto.

Alla fine del breve video postato su Twitter, dal titolo “un nuovo Regeni?”, composto da immagini e scritte arabe in sovrimpressione, Rassd evoca il rapimento del ricercatore friulano “scomparso in Egitto nel gennaio 2016 prima che il suo corpo fosse scoperto scatenando una crisi diplomatica” con l’Italia che ha “accusato la polizia di essere dietro il suo omicidio”.