di Marcello Sorgi
La Stampa, 6 luglio 2025
“Una vera e propria emergenza sociale, sulla quale interrogarsi per porvi fine immediatamente”. Parole dure, inequivocabili, quelle del Presidente Mattarella di fronte all’abituale, purtroppo abituale problema delle carceri, che diventa urgente solo d’estate, quando il caldo trasforma la detenzione e il sovraffollamento delle celle in vera tortura, non prevista dalla Costituzione né dal codice penale. Intanto “i politici dormono con l’aria condizionata”, come ha scritto dalla sua cella quattro per quattro in cui sono costretti a vivere in sette il detenuto Gianni Alemanno, ex potente ministro e sindaco di Roma. A dire la verità Alemanno era riuscito a salvarsi dalla sua condanna con gli arresti domiciliari; se li è giocati raccontando frottole al giudice di sorveglianza che lo ha rimandato dentro. Ma di lì ha inviato il suo messaggio in bottiglia, che ha avuto un’eco superiore alle sue aspettative, anche se non è servito a farlo uscire.
Nella settimana trascorsa dal messaggio di Mattarella, è successo poco o niente. E prima del Capo dello Stato si era mosso il Presidente del Senato La Russa, il 16 giugno, dichiarandosi d’accordo con la proposta di legge del dem Giachetti, a favore dell’aumento del numero di giorni di pena che per buona condotta che i carcerati possono avere ridotti ogni anno. La Russa, oltre a dirlo in un’intervista, avrebbe potuto suggerire di mettere in calendario al più presto il testo di Giachetti, giacente alla Camera, ma non lo ha fatto. Così come nessuno, né della maggioranza né dell’opposizione, ha sollecitato una nuova riflessione sull’indulto, che cancellando in alcuni casi le pene ma non le condanne, avrebbe un rapido effetto di alleggerimento del sovraffollamento carcerario, che registra al momento oltre 16 mila detenuti in più rispetto alla capienza degli istituti di pena.
La ragione per cui tutti, a cominciare dal governo, che istituendo nuovi reati o aumentando le pene per quelli già esistenti sa di aumentare in prospettiva anche il numero dei carcerati, vanno così cauti in materia di carceri è presto detta: nessuno tra gli elettori, di destra o di sinistra, è a favore della clemenza. E nessuno è capace di promuovere un’iniziativa bipartisan, per approvare qualcosa che magari sarebbe impopolare, ma è terribilmente necessaria.











