di Errico Novi
Il Dubbio, 28 novembre 2019
Il pm Maresca, audito ieri a Montecitorio su indicazione del Movimento. Parte da un esempio concreto. Dalla sua Corte d'appello. "Sono un pm della Dda di Napoli. Posso dire che da noi la prescrizione è un fenomeno drammatico". Catello Maresca, sostituto della Procura partenopea, è pacato quanto impietoso. I deputati della commissione Giustizia lo ascoltano in silenzio.
"Da noi, il dato dei reati prescritti ormai è strutturale e non deriva certo dalla cattiva volontà dei giudici: non si può intervenire però con un provvedimento che semplicemente nullifica la prescrizione, senza dei corollari". Sembra di sentir parlare un deputato di opposizione, al massimo del Pd. Il dottor Maresca va avanti: "In assenza di quei corollari", scandisce, "un intervento che non sospende ma, come in questo caso, in realtà blocca la prescrizione è un azzardo".
Prima di raccontare le altre considerazioni proposte dal magistrato della Procura di Napoli nell'incredibile audizione svolta ieri dalla commissione Giustizia di Montecitorio, ci si può anche fermare un attimo qui. E precisare un dettaglio: Maresca non è stato sorteggiato a caso. È stato audito ieri, subito dopo il vicepresidente dell'Unione Camere penali Nicola Mazzacuva, non perché da lui ci si aspettassero valutazioni analoghe a quelle dell'avvocatura. Tutt'altro. A proporre di sentire Maresca sulla prescrizione sono stati i deputati 5 Stelle. Ebbene sì. I parlamentari del Movimento si sono trovati "a essere smentiti dal loro stesso testimone", come nota con ironia il capogruppo dem in commissione Giustizia Alfredo Bazoli. I pentastellati avevano cercato con assoluta onestà un interlocutore tecnicamente accreditato.
Ma Maresca si rivela impietoso, netto, oltre che chiarissimo. Dice, è vero, che "l'inviolabile principio della ragionevole durata del processo e l'istituto della prescrizione sono due elementi ontologicamente distinti". Ma alla fine, dal confronto con i deputati, emerge che persino chi, come lui, non ritiene lineare affidare la ragionevole durata dei processi alla mera prescrizione dei reati, indica tra i "corollari" di cui sopra anche una "prescrizione della fase processuale". Ossia proprio quel meccanismo che, nella devastante guerra fredda con i 5 Stelle e il guardasigilli Alfonso Bonafede, il Pd propone con insistenza.










