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di Francesco Olivo

 

La Stampa, 10 luglio 2021

 

Il segretario del Pd: essenziale per attrarre nuovi investimenti e soprattutto per garantire i cittadini. "È la riforma della giustizia più importante degli ultimi 30 anni", Enrico Letta è appena sceso dal palco dei giovani di Confindustria al porto antico di Genova. Stringe mani, si intrattiene a lungo con il presidente Riccardo Di Stefano e con i vice di Bonomi, Orsini e Pan.

È soddisfatto della riforma e non è il solo da queste parti. C'è un buon clima, l'accoglienza è stata positiva e il segretario del Pd coglie l'opportunità per mandare messaggi al mondo delle imprese. Passano pochi minuti ed ecco che, nella stessa sede, sebbene da remoto, arrivano le parole ben diverse di Giuseppe Conte sulla riforma della giustizia.

L'ennesimo scossone M5S può avere ricadute sul Pd, che non può permettersi di restare al governo da solo con il centrodestra. Letta alterna prudenza a comprensione: "La natura di questa maggioranza fa sì che ci siano dei passaggi oggettivamente delicati, i licenziamenti è stato uno di questi, ora c'è la giustizia. Capisco quindi le difficoltà dei Cinque Stelle - dice prima di lasciare Genova - ma i loro ministri giovedì sera hanno votato a favore ed è un risultato positivo".

Il segretario del Pd è uno dei leader politici arrivati ai Magazzini del Cotone, invitati al congresso annuale dei giovani industriali che, per esigenze di protocollo sanitario, si è spostato da Santa Margherita al capoluogo ligure. Nell'agenda del segretario del Pd questo appuntamento era segnato con una certa evidenza. A Genova infatti Letta è arrivato con un messaggio per gli imprenditori, un'offensiva per riallacciare il rapporto con il mondo delle imprese ("che pure non si era mai interrotto"), che rischiava di apparire trascurato nei primi cento giorni da segretario, vista la rilevanza di alcuni provvedimenti più "identitari", ("di bandiera" attacca Renzi), come il ddl Zan. Oggi però si parla d'altro.

L'operazione Genova, alla quale farà seguito una conferenza con le piccole e medie imprese giovedì prossimo a Roma, si fonda di tre parole d'ordine: Europa, ("non si può stare con i nemici del Next Generation Eu"); tasse ("il cuneo fiscale è un'anomalia italiana") e, appunto, giustizia. L'ennesima tormenta in casa degli alleati non offusca la soddisfazione per il via libera del Consiglio dei ministri, solo qualche ora prima, della riforma Cartabia: "Questa mediazione ha portato a un grande risultato, anche per le imprese è un punto fondamentale. È essenziale per attirare nuovi investimenti e soprattutto per proteggere e garantire i nostri cittadini". Letta è attento a smarcare il Pd dalla polemica del giorno: "La precedente riforma della prescrizione era del governo gialloverde. Lo dico perché è stato fatto un discorso come se ci fossimo noi di mezzo".

Poco prima di lui al porto antico si era visto Matteo Salvini, meno entusiasta del risultato ottenuto in Consiglio dei ministri, "è solo un primo passo, Draghi ha fatto un miracolo visto che ha dovuto mediare con il M5S. La partita vera si gioca con i referendum". Letta la pensa diversamente: "La verità è che Salvini è rimasto spiazzato, lui aveva scommesso sul fatto che non sarebbe passata, e quindi ha cominciato un'altra partita. Ora si trova in una situazione di ambiguità, come su altre materie". L'altra ambiguità che Letta vuol fare emergere è quella europea, qui il messaggio che rivolge al mondo delle imprese è molto netto: "O si sta di qua o di là". La partita politica italiana la dovete giudicare anche rispetto a con chi si sta in Europa. O si sta con i governi che hanno fatto il Next Generation Eu o con quelli che erano contro. Il riferimento è chiaro: "Meloni e Salvini sono ambigui anche su questo punto, dicono di stare con le imprese ma poi appoggiano quelli che hanno messo il veto sullo strumento più importante che l'Europa abbia messo a disposizione".

L'altro punto che a Letta interessava far passare davanti a questa platea è smentire la teoria, "Pd partito delle tasse", alla quale Salvini aveva fatto riferimento in mattinata: "C'è una totale sintonia con il presidente dei giovani di Confindustria su un punto: la vera anomalia italiana è rappresentata dal cuneo fiscale. Ho apprezzato molto la sua relazione e credo che una riforma delle tasse debba partire da qui". Il tema verrà sviluppato giovedì prossimo a Roma, nella conferenza del Pd con le Piccole e medie imprese, organizzata da Cesare Fumagalli, ex leader della Confartigianato che Letta ha voluto come collaboratore. La giornata è intensa, nel pomeriggio arrivano anche le nomine Rai: "Sono contentissimo di questa soluzione. È autorevole e in linea con la nostra richiesta di vertici indipendenti e autonomi dai partiti. Ciampi nominò, Sellerio, Demattè e Locatelli, oggi Draghi si muove sullo stesso terreno".